Disturbi d’Ansia e Disturbi Fisici… quale legame?

Il Dott. Bruno Oddo ci propone un’analisi di una tematica quantomai attuale: l’ansia. Tempo di lettura: 4 minuti

Nella vita di ogni giorno è facile imbattersi in articoli giornalistici, servizi radio-televisivi, pagine internet, ma anche in conversazioni tra gente comune, nei quali il tema si ripete: l’ansia.

Altra esperienza comune a molti pazienti che si rivolgono a medico o psicologi è quella di vedere sminuiti i propri problemi fisici o fisiologici come appunto “ansia”.

Ma facciamo un po’ di chiarezza: a cosa ci si riferisce quando si parla di ”ansia”?

I disturbi d’ansia rappresentano i più comuni disturbi psicologici in numerosi paesi occidentali; in Italia affliggono ogni anno circa il 5% della popolazione, con importanti conseguenze in termini di costi economici e sociali.

Ecco i principali disturbi d’ansia con le loro caratteristiche principali:

  • Disturbo d’ansia generalizzato: eccessiva ed incontrollata ansia/ preoccupazione rispetto a diverse situazioni, tale da interferire con le normali attività della vita; abitualmente accompagnato da altri sintomi come fatica, tensione muscolare, irritabilità, irrequietezza, disturbi del sonno
  • Disturbo sociale d’ansia: marcata ansia o paura in contesti sociali in cui c’è rischio di essere giudicati, con la conseguenza di evitare tali situazioni o di viverle con marcato stress
  • Disturbi di panico: ricorrenti attacchi di panico descritti come improvvise “ondate” di ansia accompagnati da svariati sintomi fisici (tachicardia, dolore toracico, fiato corto, tremore, sudorazione, fastidio addominale, giramenti di testa) e cognitivi (paura di morire o di perdere il controllo)
  • Disturbo ossessivo-compulsivo: presenza di pensieri o immagini non voluti, intrusivi e ricorrenti, accompagnati in genere da comportamenti o attività mentali, come contare o controllare allo scopo di ridurre l’ansia. Tali pensieri/azioni interferiscono con la vita quotidiana e fanno perdere tempo
  • Disturbo post-traumatico da stress: dopo un trauma, la persona sperimenta sintomi che possono includere pensieri intrusivi sul trauma, umore negativo, dissociazione, pensieri di evitamento rispetto al trauma, “stato di allarme”

Da sottolineare che spesso tali disturbi possono coesistere nello stesso paziente e/o associarsi ad altre problemi (disturbi dell’umore come la depressione, abuso di sostanze alcoliche o droghe, psicosi).

Risultati immagini per ansia e depressioneUno scenario di comune riscontro nell’ambito delle cure primarie è il paziente con un disturbo d’ansia che si presenta in ambulatorio con sintomi fisici multipli, mal definiti e spiegabili, non conscio che si tratta in realtà proprio di ansia; in questi pazienti di solito i sintomi fisici rappresentano il disturbo preminente (se non l’unico) rispetto a sintomi tipici dell’ansia.

Considerata la rilevanza del problema ansia-disturbi somatici, è stato appositamente coniato il termine “disturbo da sintomi somatici (SDS)”, definito come presenza per almeno sei mesi di sintomi fisici disturbanti, accompagnati da eccessivi e sproporzionati pensieri, sentimenti e comportamenti riguardanti essi. Tali disturbi fisici possono presentarsi in maniera acuta in relazione a fattori di stress transitori (es. perdita di lavoro, divorzio, difficoltà interpersonali) e autorisolversi, oppure presentarsi in maniera cronica/ricorrente. I disturbi fisici sono tipicamente aspecifici ed includono, oltre a quelli già descritti nel disturbo da attacchi di panico:

  • sintomi sistemici: affaticabilità ed insonnia
  • Sintomi di testa e collo: ronzii auricolari, ma di testa, sensazione di nodo alla gola
  • sintomi cardiaci: dolore toracico, palpitazioni e dispnea
  • sintomi gastrointestinali: dolore addominale, senso di ripienezza, borborigmi intestinali, nausea, flatulenza, stitichezza
  • dolori muscolari
  • sintomi genito-urinari: dolore pelvico, dolore durante i rapporti sessuali, dolore vulvare, mestruazioni dolorose
  • sintomi neurologici: pseudo-convulsioni, capogiri, debolezza

Oltre alla SDS sembra doveroso segnalare alcune condizioni cliniche ben definite in cui la componente psicologica, benché non unicamente responsabile, svolge un ruolo fondamentale:

  • fibromialgia ( dolore muscoloscheletrico cronico e diffuso, generalmente accompagnato da disturbi della memoria, del sonno e dell’umore)
  • sindrome della fatica cronica (estrema fatica cronica senza causa apparente)
  • sindrome dell’intestino irritabile (disturbo cronico caratterizzato da crampi, dolore addominale, borborigmi, flatulenza, stipsi, diarrea)
  • dolore pelvico cronico (dolore per almeno 6 mesi nella zona compresa tra ombelico ed anche)

Sarà compito del medico curante valutare caso per caso, sulla base della storia del paziente e dell’esame clinici, se sono necessari approfondimenti diagnostici (in genere allo scopo di escludere patologie gravi), evitando per quanto possibile un utilizzo inappropriato di questi.

Benchè siano disponibili terapie efficaci, queste sono spesso poco o male utilizzate, che risultano in un trattamento non ottimale per il paziente.

Il trattamento attuale dei disturbi d’ansia prevede l’uso di farmaci (antidepressivi, ansiolitici) e della psicoterapia (terapia cognitivo-comportamentale, terapia d’esposizione); l’associazione di queste due modalità fornisce risultati superiori alle singole.

Terapie aggiuntive alla terapia standard includono esercizi di meditazione e rilassamento.

L’utilizzo della medicina complementare e alternativa va valutata in caso di inefficacia di quella standard e tenendo conto dei rischi ad essa connessi.

Come il lettore avrà capito, la questione è complessa e merita di essere ben conosciuta ed approfondita da chi se ne occupa e non solo; si spera che questo articolo abbia fatto un rapido e accessibile “punto” sul problema, allo scopo di migliorarne la comprensione e magari la comunicazione tra professionisti psico-sanitari e pazienti.

Nota: I contenuti dell’articolo hanno solo scopo informativo e in nessun caso possono costituire la prescrizione di un trattamento o sostituire la visita specialistica o il rapporto diretto con il proprio medico curante.

 

Bibliografia:

  • Combs H1, Markman J2.Anxiety disorders in primary care.Med Clin North Am. 2014 Sep;98(5):1007-23. doi: 10.1016/j.mcna.2014.06.003. Epub 2014 Jul 11.
  • Croicu C1, Chwastiak L2, Katon W3.Approach to the patient with multiple somatic symptoms.Med Clin North Am. 2014 Sep;98(5):1079-95. doi: 10.1016/j.mcna.2014.06.007. Epub 2014 Jul 9.
  • mayoclinic.org
  • epicentro.iss.it/temi/mentale/esemed-pres.asp

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