Alessitimia e Dissociazione in adolescenti non clinici: un continuum tra normale e patologico

 

La Dott.ssa Crisafulli ci fornisce un’interessante spiegazione sull’alessitimia e sulla dissociazione. Tempo medio di lettura: 8 minuti

Comincerete a prendere in seria considerazione la follia quando per la prima volta vi aiuterà a risolvere i vostri problemi da persone normali” affermò Sigmund Freud. Il noto psicoanalista austriaco fu l’autore della diffusione di un’insolita affermazione: non esiste una distinzione netta tra sano e folle, normale e patologico. Tali concetti non si contrappongono, sono poli estremi di un continuum, lungo il quale l’individuo si pone.

Tale assunto, pur risalente a circa un secolo fa, mette in luce un problema attuale. Cosa s’intende per normale? Quando una persona non viene più considerata tale? L’adolescenza, ad esempio, è un periodo cruciale del ciclo di vita, ed è complesso comprendere se le trasformazioni rapide e simultanee, che caratterizzano tale fase, sono segno di normalità o rappresentano l’esordio di sintomi psicopatologici.

Nel senso comune non è difficile distinguere un adolescente normale da un adolescente patologico, considerando più o meno normale il suo comportamento in base a ciò che assomiglia o si allontana dal proprio modo di fare. Il rischio è che la normalità possa essere confusa con il conformismo, dimenticando che la capacità di andare contro corrente possa essere segno di sanità e creatività.

Gli psicologici clinici ritengono che non esistono due poli definiti e che l’adolescente si sviluppi lungo un continuum normale-patologico: la crisi adolescenziale può essere transitoria o configurarsi come una forma più seria e duratura. Lo stato dell’adolescente oscilla a seconda degli eventi, dello stato mentale, delle relazioni, del contesto ambientale, implicando un minore o maggiore benessere.

Vi sono due conRisultati immagini per fase adolescenzialecetti che rimarcano il continuum appena descritto: gli stati alessitimici e dissociativi.  Tali fenomeni possono presentarsi in adolescenti non clinici, influire sulle modalità d’espressione del giovane, aumentando il rischio di problematiche internalizzanti (ansia, depressione, ritiro) ed esternalizzanti (comportamenti aggressivi, delinquenziali).

Innanzitutto, cosa s’intende per Alessitimia e Dissociazione?

“Tu prova ad avere un mondo nel cuore e non riesci ad esprimerlo con le parole”, recita Fabrizio De Andrè in uno dei suoi famosi testi musicali. Il 13% della popolazione generale ha difficoltà a riconoscere, identificare e descrivere le emozioni, è incapace di distinguere gli stati emotivi dalle sensazioni corporee, ha una povertà immaginativa e uno stile cognitivo concreto focalizzato sull’ambiente esterno. Il 13% della popolazione generale è quindi Alessitimica (dal greco a, assenza, lexis, linguaggio e thymos, emozione).

I soggetti alessitimici non sono individui senza emozioni o persone che inibiscono in modo difensivo la propria sfera emotiva, ma sono soggetti con un deficit della componente psicologica dell’affetto, le cui emozioni sono espresse attraverso le componenti biologiche, con un’assente o scarsa possibilità di ricorrere a strumenti psicologici per la loro rappresentazione simbolica.

I tratti alessitimici possono presentarsi in condizioni non patologiche (problemi nel rapportarsi agli altri dovuti a difficoltà nel conoscere se stessi, ambiente socio-culturale con scarsa stimolazione) e aumentare il rischio d’insorgenza di problematiche emotivo-comportamentali.

La stragrande maggioranza degli adolescenti con alessitimia risultano essere ansiosi, in contrasto con la bassa percentuale riscontrata tra i soggetti non alessitimici. La presenza dell’alessitimia implica una maggiore gravità dello stato d’ansia concomitante. Ne consegue che, per intervenire terapeuticamente in modo efficace, è necessario trattare prima di tutto il disturbo della regolazione emotiva per ottenere una risposta soddisfacente.

Il disturbo che sembra, però, avere stabilito maggiori rapporti con l’alessitimia è la depressione maggiore. L’alessitimia è associata alla depressione anche in adolescenti non clinici e il miglioramento dei sintomi depressivi sembra associato alla diminuzione della sintomatologia alessitimica. Tali soggetti, inoltre, possono avere maggiori probabilità di adottare modalità d’espressione esternalizzanti. L’adolescente, incapace di identificare e descrivere i propri stati emotivi, può manifestare condotte aggressive, viceversa un individuo consapevole dei propri stati interni, capace di comunicare le proprie emozioni, in grado riflettere prima di agire, presenterà una minore aggressività.

La dissociazione, come l’alessitimia, è un concetto che oscilla tra normale e patologico. A chi non è mai capitato di mangiare guardando la tv? guidare ascoltando la radio? La dissociazione è unRisultati immagini per psicologia dissociazione fenomeno comune, possiamo separare il nostro universo mentale in più campi e fare più cose contemporaneamente. La dissociazione non è esclusivamente caratteristica di una psicopatologia: in alcuni momenti della quotidianità sono rintracciabili brevi esperienze di stati alterati della coscienza e del senso di Sé (rapporti sessuali o anche realtà virtuali offerte da computer e televisione). I fenomeni dissociativi possono essere disposti lungo un continuum che spazia da esperienze comuni (esperienze dissociative di lieve entità), fino alla patologica mancanza della integrazione di pensieri, sentimenti e azioni che caratterizzano delle vere e proprie sindromi (stati acuti di dissociazione).

L’adolescente, per fronteggiare conflitti tipici di questa fase di sviluppo, tende ad utilizzare la dissociazione: è una difesa in grado di determinare un adattamento, se pur provvisorio, a un’esperienza traumatica, si tramuta in un meccanismo disadattivo e patologico se utilizzato in modo persistente e pervasivo. Il soggetto che si sottrae mentalmente da se stesso e dalla realtà, è incapace di sentirsi e percepirsi sufficientemente connesso al presente e questo potrebbe precludergli la possibilità di interagire in modo soddisfacente con gli altri e con il mondo circostante, seguirebbe quindi un vissuto ansioso e un ritiro nella propria mente. Inoltre, potrebbe fungere da fattore influente circa lo sviluppo di condotte aggressive e impulsive, nelle quali il corpo risponde distanziandosi dalla riflessività della mente.

Per concludere, l’alessitimia e la dissociazione sono aspetti sintomatologici che si manifestano in adolescenti con diagnosi psicopatologiche, ma possono presentarsi anche in soggetti non clinici, aumentando il rischio di problematiche emotive-comportamentali. Pertanto, azioni preventive volte a ridurre stati alessitimici e dissociativi, potrebbero diminuire il rischio d’insorgenza delle modalità d’espressione patologiche.

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