Tra cinema e realtà… un viaggio nella famiglia “normale”

La Dott.ssa Sorbo ci propone un interessante spaccato della famiglia dal punto di vista cinematografico e nella sua dimensione reale. Tempo medio di lettura: circa 4 minuti

Al giorno d’oggi, l’immagine di famiglia perfetta, di “famiglia da mulino bianco” sta (lentamente) lasciando il posto a famiglie più vere, più colorate e, perché no, più incasinate.

Mi riferisco non soltanto alle famiglie ricomposte stile “I Cesaroni”, alle famiglie omogenitoriali alla “I ragazzi stanno bene” ma anche alle famiglie miste dei tempi di “Indovina chi viene a cena” e, perché no, alle famiglie sui generis come “La famiglia Addams”.

Risultati immagini per famiglia addamsCinema e tv sembrano sempre essere “più avanti”, dando diritto di rappresentanza a queste famiglie in molte storie. Tuttavia, in questo panorama sociale così variegato, si fa ancora fatica ad accettare il diverso e si inneggiano rivendicazioni di diritti e privilegi per la cosiddetta “famiglia normale”.

E allora la domanda sorge spontanea: qual è la famiglia normale? O meglio, cosa è la normalità in ambito familiare?

Vincenzo Salemme in “E fuori nevica”, una delle sue prime opere teatrali, tuonava: “La normalità è solo un’invenzione del potere!”, ma non ci credeva molto nemmeno lui. Più concisa e schietta, Elena Sofia Ricci e la sua Zia Luciana di “Mine vaganti”: “Normalità, che brutta parola”.

Treccani alla mano, alla voce ‘Normalità’ troviamo: “Carattere, condizione di ciò che è o si ritiene normale, cioè regolare e consueto, non eccezionale o casuale o patologico, […]”.

Le “consuetudini di una famiglia” sono state descritte come un ciclo vitale diviso in fasi (Haley, 1973; Scabini, Iafrate, 2003) che vanno dalla formazione della coppia, alla nascita, adolescenza e giovane età adulta dei figli, per concludersi con la coppia anziana.

Indipendentemente dalle modalità con cui queste famiglie si costruiscono e vivono, indipendentemente dai protagonisti che ne fanno parte, quello che è bene tenere a mente è che ogni componente del nucleo familiare, in ciascuna fase, avrà dei compiti di sviluppo specifici da portare a termine, dei bisogni e degli obiettivi da raggiungere per poter accedere alla fase successiva del proprio ciclo vitale. Ogni fase implica una situazione nuova che mette in crisi le vecchie modalità di funzionamento della famiglia e rende necessario una ristrutturazione dell’assetto familiare. Ci sarà infatti bisogno di una rielaborazione dei rapporti a livello di coppia, delle relazioni genitori-figli e di quelle con la famiglia d’origine. Per esempio, con l’adolescenza i ragazzi hanno bisogno di costruire una propria identità autonoma; la coppia dei genitori dovrà allora essere in grado di rinegoziare la relazione col figlio, riconoscendo la sua crescita e, allo stesso tempo, restando un punto di riferimento in caso di bisogno. Inoltre, la coppia può sfruttare la possibilità di reinvestire sulla propria coniugalità. In contemporanea, bisognerà riconoscere che la generazione dei nonni stia invecchiando e potrebbe necessitare di maggiori attenzioni.

Per quanto utile ai fini teorici e della pratica clinica, questa sistematizzazione del percorso di vita di una famiglia non si è potuta che piegare ai tempi che cambiano e, da percorso obbligato con step precisi da seguire, gli “addetti ai lavori” sanno benissimo che le coppie di oggi, per esempio, si sposano anche dopo la nascita di un figlio; o che il divorzio, da evento para-normativo, non canonico, è diventato una delle possibili conseguenze di una relazione; oppure ancora che molte coppie decidono di non aver figli. La famiglia ha quindi solo bisogno di (ri)organizzarsi in modo adeguato per portare avanti il proprio ciclo vitale.

Risultati immagini per famigliaNon si tratta più di parlare di norma statistica, di frequenza, di numerosità. Si tratta di riconoscere ad ogni famiglia il proprio percorso e dei compiti per la crescita personale e relazionale di ogni singolo membro. Sono normali tutte le famiglie che riescono a raggiungere questi obiettivi impliciti. E’ come se ci fossero, per ciascun nucleo familiare, delle tappe. Come la famiglia arriva alla tappa successiva, non è affar nostro: perché è normale che ognuna userà le proprie risorse e modalità di gestione dello stress per affrontare sfide e difficoltà che le si presentano.

Una famiglia normale è una famiglia i cui processi le permettono di transitare da una fase all’altra del ciclo di vita, in qualsiasi modo essa lo faccia.

Una famiglia normale è una famiglia che riesce a garantire lo sviluppo relazionale e individuale di ogni membro.

Una famiglia normale ha molto meno a che fare con chi sono i suoi componenti e più con il benessere di questi ultimi.

Concludo con la citazione di Lilo & Stitch, cartone animato per bambini ma che, come spesso capita, ha molto da insegnare anche ai grandi: “Ohana significa famiglia e famiglia vuol dire che nessuno viene abbandonato o dimenticato”.

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