Film del mese: “Relatos Salvajes”

Antonio Giosuè ci propone un’attenta recensione del film: “Relatos Salvajes”……dall’Argentina con Furore. Tempo di lettura circa 4 minuti

Rabbia, paura, vendetta, istinti primordiali tutti, propri della natura umana, che prima o poi ci siamo trovati a dover gestire, a dover controllare, provando a far prevaricare la nostra parte più razionale, la più logica, quella umana a sfavore di quella animale, fatta di situazioni prive di regole e contestualizzazioni, in cui le scelte non sono più dettate dalla ponderazione e dall’analisi ma da quell’istinto animale che pervade quotidianamente l’altro regno.

E se tale istinto potesse prevaricare? Cosa succederebbe? A quali più beceri, depravati, privi di ragione, azioni finiremmo col commettere. E’ indubbio che questo film possa riuscire a farvi tirare un po’ di grinta, di palle, di forza, una forza animale – appunto – che già si trova dentro di voi, dentro di noi.

Perlopiù la continuiamo a reprimere, ecco tutto.

Risultati immagini per Relatos SalvajesLa scorsa estate quando decisi di far vedere questo film, Relatos Salvajes (lett.: Istinti Selvaggi) avvertii tutta la mia famiglia, i cugini più piccoli oramai quasi più alti di me, la nonna, gli zii più spavaldi ed i miei genitori. Forse il film meno indicato per una movie-night in famiglia immersi nelle leggere sere d’Agosto, ma ho voluto rischiare. Il risultato è stato una nonna che si è scoperta critica cinematografica, uno zio che ha dichiarato di aver visto uno dei film più belli degli ultimi anni ed in generale un aumento dei tabagisti. Ripeto: Non è un film adatto alle famiglie del Mulino Bianco, ma se vi piace sperimentare, osare e ridacchiare sotto i baffi osservando le sbalordite facce dei vostri cari, se non avete paura dell’adrenalina, se pensiate che i film ad episodi siano – oltre che un po’ fuori moda – una semplice trovata del filone della commedia, forse per voi è arrivato tempo di ricredervi, di mettervi in gioco, di aggredire e mordere.

Sono certo troverete la vostra storia preferita, il vostro personaggio preferito in quel personaggio in particolare rivedrete un po’ di voi, sarete quel personaggio e la sua personale forma di aggressione, di evasione, di riscatto, di forza.

Ne trarrete un giubilo temporaneo, una scarica di energia attraverserà il vostro corpo, riderete per via dell’assurdità della storia, portata magistralmente al suo limite più estremo da un’attenta regia figlia di un’Argentina moderna, sobria ma allo stesso tempo ricca di contraddizioni, stili di vita differenti, compromessi, austerità e sempre più a metà tra il fervore latino e l’Occidente.

Sarete coinvolti, sarà la vostra storia, la vostra rabbia e godrete anche voi – per un attimo – attraverso ogni singola scena – nessuna di queste lasciata al caso. Lasciatevi infettare da un microscopico momento animale, violento e spesso letale dell’istinto.

Damián Szifrón è il giovane regista dietro questo successo internazionale arrivato nelle sale italiane solamente per un breve periodo con il titolo di Storie Pazzesche.

Regista dalle idee chiare e malgrado si sia sempre e solo rivolto agli argentini, le sue storie hanno un gusto internazionale, globale, rivolte a chi non ha paura di vedere il marcio della società in cui viviamo, un spot-on su di noi, esseri umani, in quanto gruppo, sulle nostre azioni e sulle dinamiche umane viste senza alcun filtro.

Consigliatissima la serie che lo vede – oltre che ancora dietro la macchina da presa – anche in veste di scrittore, dal titolo ‘Los Simuladores’ (Gli Imbroglioni), su un gruppo di particolarissimi individui che sotto commissione ricreano situazioni per dissimulare e far cambiare idea alle persone attraverso una serie di eventi, a metà tra ufficiosi ispettori dell’ordine e personaggi camaleontici.

In generale tutti i progetti firmati da Szifrón si presentano come una grande sberla allo spettatore, sono film diretti, crudi, dove tutto combacia nella sua irrazionalità, nel suo modo semplice di raccontare le storie Szifrón si dimostra un regista in controtendenza e forse proprio per questo da tenere sotto osservazione. Un occhio attento a cosa ci sta accadendo, senza paura alcuna di specchiarci.

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