Decalogo della Buona Comunicazione. Capitolo 2

Il Dott. Di Filippo continua a farci vivere questo viaggio nella Buona Comunicazione. In questo secondo capitolo saranno affrontate le prime due regole di questo decologo. Tempo medio di lettura: circa 3 minuti

Bentornati al “Decalogo per la buona comunicazione”.

Oggi approfondiremo le prime due regole da me così definite nel precedente articolo:

  1. Fatela semplice
  2. “Come parla? Le parole sono importanti”:

Fatela semplice:

Risultati immagini per troppe paroleCome detto non dovete in alcun caso utilizzare più parole del necessario. Se pensate o ritenete che qualcosa del vostro discorso, e-mail, messaggio, non sia importante semplicemente non inseritela. Ricordate che l’attenzione oggi è un bene che scarseggia. Probabilmente vi è capitato di avere un interlocutore estremamente noioso e logorroico che vi ha fatto desiderare di cessare al più presto quella conversazione; evitate di essere quell’interlocutore.

Provate a sintetizzare ogni concetto che desiderate esprimere; faciliterete l’attenzione di chi vi sta ascoltando e rimanere sul nocciolo del vostro discorso sarà più agevole.

Non temete poi, di dare poche informazioni.

La tentazione di fornire ogni singola nozione utile su una questione o su un tema che conoscete a fondo, è forte durante una conversazione. Volete esprimere ogni dettaglio ed essere puntigliosi, ma questo spesso, entra in conflitto con le capacità e le risorse di attenzione che gli altri possono dedicarci. Cercate dunque di selezionare e sintetizzare il più possibile. Non abbiate paura di snellire un concetto; ciò che davvero importa è che il cuore di ogni questione sia chiaro e fruibile.

Infine provate ad usare un linguaggio che faciliti e stimoli l’immedesimazione nel vostro interlocutore. A volte utilizzare una metafora o un esempio tangibile rende tutto più chiaro, e con poche parole riuscite a far comprendere il vostro messaggio.

“Come parla? Le parole sono importanti”:

Risultati immagini per paroleAbbiamo ricordato nel precedente articolo di come Nanni Moretti nella celebre scena di Palombella Rossa dava in escandescenze dopo una serie di luoghi comuni e frasi prive di qualsiasi contenuto usate dalla giornalista. Ecco, evitate di “parlare a vanvera”. Non usate luoghi comuni, non vi faranno sembrare più arguti. Curate ogni parola del vostro discorso, badate alla punteggiatura ed alla grammatica della vostra prossima e-mail o post promozionale su Facebook.

Le parole sono importanti perché nell’era della comunicazione esasperata ed esasperante, l’attenzione che siete tenuti ad adottare nel redigere ogni messaggio, va decuplicata. Comunichiamo continuamente con sms, tweet, e-mail, post, newsletter, telefonate, chat ed ognuno di questi strumenti richiede meticolosità ed analisi per non cadere in drammatici sbagli comunicativi. Cosa dite ma soprattutto, come lo dite, comunica un’informazione che può risultare priva di errori ed interessante o al contrario fallace ed insulsa.

Le parole sono importanti perché stanno alla base delle relazioni umane. Scrivere e parlare in maniera sintetica, chiara e corretta, vi aiuta ad ottenere una collaborazione con un cliente, a rapportarvi correttamente coi vostri colleghi, ad ottenere ciò che volete dalle vostre amicizie o relazioni. Parole imprecise o irritanti, frasi brusche, periodi contorti, “orrori” di sintassi, garantiscono soltanto brutte figure, attriti e perdite di tempo. Sicuramente nulla di tutto ciò è auspicabile.

Le parole sono importanti, anzi fondamentali, se il vostro scopo è comunicare efficacemente. Siate precisi e minuziosi nello scegliere le parole. Conoscerle ed utilizzarle a dovere, non soltanto vi aiuta a farvi comprendere meglio dagli altri ma al contempo vi permette di capire e selezionare efficacemente le informazioni intorno a voi.

Avete letto o ascoltato una parola nuova all’università, in televisione o in un libro? Bene. Adesso cercatela, capitela, fatela vostra; arricchite il vostro vocabolario e riutilizzatela correttamente.

 

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