Decalogo per la Buona Comunicazione: Capitolo 5

Il Dott. Di Filippo prosegue con la rubrica sulla Buona Comunicazione. In questo nuovo capitolo saranno affrontate la settima e ottava regola del decalogo. Tempo medio di lettura: circa 4 minuti

Bentornati al “Decalogo per la buona comunicazione”.

Oggi approfondiremo altre due regole del nostro decalogo.

  1. Utilizzare i giusti canali
  2. Attenzione ai segnali non verbali e paraverbali

 

Utilizzare i giusti canali

Quando pensate di diffondere un messaggio o volete comunicare con il target di vostro riferimento, la scelta del canale attraverso il quale intendete agire diventa fondamentale.
Se fino a qualche anno fa, le uniche scelte per comunicare un messaggio pubblicitario o una notizia erano la radio, un volantino o un breve spazio in tv, oggi la diffusione dei contenuti si avvale di numerosi altri canali, per lo più digitali dei quali sarebbe opportuno conoscere ogni sfumatura per sfruttarne al meglio le potenzialità.

Immagine correlataParliamo di strumenti web come blog, siti internet dedicati, social network come Facebook, Twitter, Instagram e molti altri ancora. Il vostro obiettivo è indubbiamente scoprire quale strumento o per meglio dire “canale” possa essere il più adatto per intercettare il target di riferimento da voi scelto. Dovreste essere bravi e intelligenti nello studiare e valutare preventivamente le abitudini, l’età, gli interessi delle persone a cui volete rivolgervi col vostro messaggio e scegliere il canale o i canali dove operare di conseguenza.

Un errore commesso molto comunemente da chi si approccia sommariamente ad attività di questo tipo è sicuramente l’incapacità di comprendere appieno quale sia il canale più adatto, non solo relativamente al target, ma anche in riferimento al prodotto o al servizio che s’intende promuovere o vendere. Agire con studi approfonditi e preventivi, pianificando al meglio le azioni di comunicazione e marketing, non rende soltanto più efficaci le azioni messe in atto con un diretto beneficio sui risultati e sugli output di vendita, ma garantisce un notevole risparmio in termini di investimenti.

D’altronde, sbagliare canale o mezzo di comunicazione utilizzando ad esempio sponsorizzazioni non necessarie su Facebook o passaggi pubblicitari presso canali radio, potrebbe farvi sprecare risorse finanziarie ingenti ed utili per il futuro. Quindi studiate, pianificate al meglio e ricordate che se qualcosa va bene per tutti probabilmente non sarà adatta per nessuno.

Attenzione ai segnali non verbali e paraverbali

Con questa regola si pone l’accento su una dimensione di comunicazione ravvicinata col vostro interlocutore rispetto alla precedente, grazie alla quale, capire meglio come essere più efficaci o comprendere tutto ciò che non fa parte della semplice comunicazione verbale.

Anzitutto è giusto conoscere bene quali sono i segnali paraverbali e quelli non verbali.

Risultati immagini per paraverbalePer quanto riguarda i segnali paraverbali si parla di tutto ciò che attiene alla maniera in cui viene utilizzata la voce. Il timbro, il tono, il volume, il tempo ed il ritmo sono tutte caratteristiche che fanno parte del linguaggio paraverbale e contribuiscono a dare maggiore o minore risalto e significato alle parole che condividete quotidianamente nella vostra vita.

Il linguaggio NON verbale ha invece a che fare con i segnali che vengono trasmessi dal corpo durante un’interazione comunicativa. Si possono dividere in segnali dinamici o statici; per i primi s’intendono sguardo, volto, postura, gestualità, prossemica (spazio o distanza dal vostro interlocutore); per i secondi invece, si devono tener presente caratteristiche come capelli, trucco, cura delle mani, barba, abiti, accessori.

L’importanza del linguaggio paraverbale insieme a quello non verbale viene chiarito dalla rilevanza comunicativa che in percentuale rivestono in quella che oggi viene definita comunicazione multi-modale dove il linguaggio verbale riveste circa solo il 7%  a fronte di un 93% delle due parti di cui ci stiamo occupando in questo articolo.

Capite bene il loro fondamentale valore e va anche aggiunto un ulteriore aspetto, in quanto, al fine di formulare una comunicazione efficace, diviene necessario che questi aspetti siano in autosincronia, ovvero che debbano corrispondere nella loro direzione d’intenti.

Quindi attenzione! Se gli elementi del vostro discorso non mandano un messaggio univoco, è sempre e comunque il linguaggio non verbale a prevalere in ciò che arriva al vostro interlocutore. Insomma, il corpo non mente mai e chi sarà capace di leggerne i segnali avrà senza alcun dubbio una marcia comunicativa in più rispetto agli altri.

 

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