Decalogo per la Buona Comunicazione: Capitolo 6

Il Dott. Di Filippo affronta gli ultimi due argomenti della sua rubrica sulla Buona Comunicazione. In questo nuovo capitolo saranno affrontate le tematiche dell’ascolto e dell’importanza di scegliere il momento giusto. Tempo medio di lettura: circa 4 minuti

 

Bentornati al “Decalogo per la buona comunicazione”.

Oggi approfondiremo le ultime due regole del nostro decalogo.

  1. Ascoltare per capire, contenuto vs relazione
  2. Scegliere il momento giusto

 

Ascoltare per capire, contenuto vs relazione

Quando avete a che fare con uno scambio di informazioni o con una comunicazione, dovete prestare molta attenzione a quello che la scuola di Palo Alto definisce come 2° Assioma della comunicazione (1967 Paul Watzlawick – Pragmatica della comunicazione umana). Le basi teoriche gettate da questo assioma, spiegano che, in uno scambio comunicativo si avrà sempre a che fare, e quindi bisognerà tener presente, due aspetti parimenti importanti ovvero:

  1. l’informazione o per meglio dire il contenuto evidente e oggettivo della comunicazione
  2. la relazione o per meglio dire il livello metacomunicativo che definisce il modo in cui interpretare e leggere quella data comunicazione

Il contenuto di una comunicazione è spesso di per sé evidente e tendenzialmente non farete particolare fatica a comprenderlo. Attiene ai dati che uno dei due interlocutori vuole trasmettere all’altro, arricchendo la comunicazione di elementi tangibili e ben definiti.

Risultati immagini per guardare orologioPer farvi un esempio pratico e concreto, parliamo di contenuto quando ad esempio chiediamo ad un collega un ragguaglio sull’ora esatta. Ecco, tanto la domanda “Mi sapresti dire che ore sono?”, quanto la risposta, “sono precisamente le 15:30” sono i contenuti dello scambio comunicativo avvenuto. Una comunicazione semplice e lineare che parrebbe esaurirsi senza dover aggiungere altri aspetti.

In realtà la cosa veramente interessante di questo esempio di botta e risposta, potrebbe essere esattamente ciò che vi accennavo in precedenza, ovvero la componente metacomunicativa o di relazione della comunicazione. Questo aspetto centrale del secondo assioma della comunicazione definisce e suggerisce non soltanto il modo in cui interpretare una data comunicazione ma soprattutto spiega che tipo di relazione intercorre nello scambio di informazioni.

Per chiarire questo concetto pensate a quanto ogni comunicazione sia influenzata dagli stati d’animo e dalle emozioni di ciascuno, nell’interloquire con gli altri, ma anche a quanto in una comunicazione si possa ritrovare l’intenzione di definire ruoli e posizioni ricoperte dagli interlocutori contribuendo alla conferma o disconferma della percezione del proprio sé.

Tornando al nostro esempio dell’ora esatta vi propongo quindi un nuovo elemento da tenere in considerazione. Pensate al vostro interlocutore, cui avete appena chiesto un ragguaglio sull’ora, come una persona che ha avuto una pessima giornata, o che magari attraversa un brutto periodo familiare. A questo punto immaginate il tono della sua voce, il modo o per meglio dire il come vi risponderà. Userà magari un tono brusco, alzerà troppo la voce o viceversa la terrà troppo bassa.

Come detto in precedenza inoltre, l’aspetto metacomunicativo contribuisce ad un aspetto psicologico fondamentale, ossia fornire all’altro la conferma del proprio sé. Senza andare troppo in profondità su aspetti complessi legati alla sfera della percezione e della costruzione di una psiche solida e armonica, potete facilmente comprendere quanto, il ricevere conferme, rifiuti o nel peggiore dei casi disconferme, legate al proprio ruolo sociale o addirittura alla struttura stessa della propria individualità possa plasmare o disfare facilmente una persona. Pensate a quanto un’affermazione come “tu non esisti, per me sei invisibile” esplicitata o trasmessa implicitamente, possa essere distruttiva nella costruzione di un’individualità personale, coesa e strutturata.

Queste caratteristiche possono quindi, se lette correttamente, portare a comprendere più profondamente qualsiasi comunicazione, dalla più semplice alla più complessa non commettendo il superficiale errore di restare soltanto sul piano del dato oggettivo, banalmente comunicato.

 

Scegliere il momento giusto:

Con quest’ultima regola del nostro “decalogo per una buona comunicazione” vi illustrerò azioni e accortezze che potrebbero sembrare irrilevanti o marginali ai fini di ciò che potrebbe essere una comunicazione efficace, ma che in realtà risultano spesso essere quei dettagli che fanno la differenza tra un incisivo messaggio e un inefficace scambio d’informazioni.

Risultati immagini per parlareIl primo consiglio è sicuramente quello di imparare a gestire correttamente le fasi di ascolto ed emissione del messaggio. Il saper comunicare non attiene soltanto al ruolo di emittente del messaggio ma anche a quello di ricevente. Saper ascoltare attivamente, rispettare lo spazio di parola altrui, rispettare i suoi tempi, sono tutti aspetti spesso sottovalutati all’interno delle conversazioni. Molti degli errori legati alla scelta del momento giusto riguardano quindi il voler anticipare le risposte da dare all’altro, l’interpretare secondo la nostra personale visione delle cose, il messaggio che stiamo ricevendo o infine prevaricare l’altrui comunicazione non rispettando i tempi e il fisiologico ritmo della conversazione.

Portando i suggerimenti sulla scelta del momento giusto, oltre la semplice conversazione faccia a faccia, pongo alla vostra attenzione qualche semplice esempio che possa spingervi a non sottovalutare mai la stima dei momenti più corretti per comunicare.

Un esempio potrebbe essere quello della decisione del momento più opportuno per effettuare un’importante telefonata di lavoro. Sicuramente dovrete essere meticolosi nel cercare quante più informazioni possibili per non risultare inopportuni nella scelta dell’orario più adatto. Sicuramente, disturbare un vostro responsabile ad orari improbabili non sarà a conti fatti una scelta lungimirante.

Parlando poi di strumenti social-media, pensate a quanto possa cambiare l’efficacia di un post pubblicitario, considerando, sia il momento della giornata in cui viene pubblicato, che il giorno della settimana o il periodo del mese in cui verrà sponsorizzato. Ogni giorno vengono esaminate ed analizzate dagli specialisti di social-media, grazie a strumenti di monitoraggio come quelli messi a disposizione da Facebook, tutte le scelte temporali maggiormente efficaci ed efficienti in relazione al target di riferimento da colpire.

Fate dunque molta attenzione al quando comunicare il vostro messaggio in quanto anche il tempo potrebbe essere un fattore determinante e decisivo. Non siate frettolosi ma nemmeno ritardatari. Parafrasando il famoso detto, il messaggio giusto, al momento giusto.

 

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