Disturbi dello Spettro Autistico e metodo ABA: una soluzione valida per tutti?

La Dott.ssa Ginevra Cevenini, ci parla del disturbo dello Spettro Autistico e di un importante metodo ritenuto estremamente valido a fronte dei risultati ottenuti: il metodo ABA. Tempo di lettura: circa 5 minuti.

 

«Chiudi gli occhi
immagina una gioia
molto probabilmente
penseresti a una partenza

ah si vivesse solo di inizi
di eccitazioni da prima volta
quando tutto ti sorprende e
nulla ti appartiene ancora

penseresti all’odore di un libro nuovo
a quello di vernice fresca
a un regalo da scartare
al giorno prima della festa

al 21 marzo al primo abbraccio
a una matita intera la primavera
alla paura del debutto
al tremore dell’esordio
ma tra la partenza e il traguardo

nel mezzo c’è tutto il resto
e tutto il resto è giorno dopo giorno
e giorno dopo giorno è
silenziosamente costruire
e costruire è potere e sapere
rinunciare alla perfezione
[…]»

Niccolò Fabi – Costruire

Negli ultimi anni il tema dell’autismo ha alimentato un acceso dibattito nell’opinione pubblica, la quale ha posto numerosi interrogativi relativi all’apparente aumento delle diagnosi ed ai possibili fattori eziologici ad esse collegati, significativo esempio in merito è la diffusa credenza di un presunto legame con le vaccinazioni.

Allo stesso tempo, questa patologia è stata ampiamente oggetto di interesse e di studio da parte di tutta la comunità scientifica, la quale, grazie all’incremento delle acquisizioni e delle conoscenze in materia, è giunta alla revisione dei criteri diagnostici, i quali sono stati introdotti con la quinta edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali. Nonostante ciò, rimangono ancora senza un’esaustiva soluzione diversi quesiti riguardanti i determinanti del disturbo, che molto probabilmente sono di origine multifattoriale.

I nuovi criteri e il concetto di spettro

Risultati immagini per autismo psicologia dsmIl disturbo dello spettro autistico fa parte della macro-categoria dei cosiddetti disturbi del neurosviluppo, ovvero condizioni cliniche che si manifestano precocemente all’interno dell’età evolutiva e che, a diversi livelli, comportano conseguenze nei molteplici ambiti della vita. In particolare, esso si caratterizza per:

  • la generalizzata compromissione di comunicazione e interazione sociale (CRITERIO A), che fa riferimento all’utilizzo deficitario degli elementi non verbali, alla scarsa modulazione mimica, alla mancata reciprocità nello scambio con l’altro, all’isolamento e all’assenza di gioco condiviso.
  • modalità comportamentali caratterizzate da schemi ripetitivi rigidi e limitata varietà di interessi (CRITERIO B), che possono esemplificarsi nella profonda difficoltà ad accettare i cambiamenti, nelle difficoltà di passaggio flessibile da un’attività all’altra, nell’utilizzo stereotipato di oggetti o di espressioni linguistiche, nella perseveranza in alcune attività insolite o altamente assorbenti e in una peculiare risposta sensoriale agli stimoli che può essere aumentata o diminuita in intensità rispetto a soggetti a sviluppo tipico.
  • I sintomi hanno esordio nelle prime fasi dello sviluppo e portano a significativi deficit nelle diverse aree in cui l’individuo è coinvolto (CRITERI D ed E).

In associazione ad essi, nel DSM-5, viene esplicitata la necessità di indicare il livello di gravità del singolo individuo e l’eventuale presenza di condizioni associate, quali disturbo del linguaggio, disabilità intellettiva o patologie organiche.

In questo modo, è stata resa ufficiale la necessità di valorizzare l’unicità del quadro clinico associato ad ogni bambino: l’unitarietà dell’etichetta diagnostica, fondamentale per condividere un linguaggio scientifico comune, non può, da sola, rendere conto delle molteplici sfaccettature e delle innumerevoli manifestazioni di questa condizione. Infatti, le modifiche introdotte nel nuovo manuale hanno interessato anche le definizioni di “autismo infantile” ed altre distinte patologie, come ad esempio la sindrome di Asperger. Esse sono state sostituite da un’unica categoria denominata “disturbi dello spettro dell’autismo” che, come nello spettro cromatico, è costituita da diverse sfumature rappresentanti tutti i possibili “colori” delle persone affette da questa patologia.

ABA: una cura per tutti?

Per le ragioni precedentemente presentate, è quasi impossibile pensare all’esistenza di una terapia “miracolosa” che possa essere adeguata, in maniera indistinta, per tutti.

Certo, la letteratura ci indica come trattamento d’elezione l’intervento psico-educativo, tuttavia, esso può essere declinato in diverse maniere, al fine di adattarsi alle specificità individuali, pur mantenendo uno stampo cognitivo-comportamentale e un’organizzazione strutturata.

Risultati immagini per metodo abaIl metodo ABA, per esteso Applied Behavior Analysis, è stato promosso e osannato da alcuni come il rimedio per eccellenza che condurrebbe sempre a risultati straordinari, quali l’estinzione dei comportamenti problema e l’addestramento a diverse nuove abilità. Non sono in alcun modo in discussione le potenzialità di questa metodologia ampiamente validata e utilizzata in una varietà di contesti oltre all’autismo, tuttavia, alcune sue caratteristiche distintive, quali il forte rigore applicativo e la dettagliata e rigida strutturazione da parte del terapista, possono portare alla luce criticità nell’elargire il trattamento in maniera indifferenziata a tutti i soggetti affetti da ASD.

Innanzitutto, alla luce di un’impronta maggiormente orientata al “qui ed ora”, è possibile che alcune delle capacità acquisite dal bambino non vengano interiorizzate nel lungo periodo e che le scarse doti di generalizzazione possano portare ad una difficoltà di utilizzo delle stesse nei diversi ambienti di vita. In particolare, se le nuove abilità vengono apprese in maniera meccanica, come unica conseguenza di uno stretto rapporto comportamento-rinforzo, c’è il rischio che per i bambini siano azioni svuotate di significato e, perciò, attuate solo nel contesto di apprendimento, come automatismi.

Inoltre, l’eccessiva rigidità nell’organizzazione delle attività non presta attenzione all’importanza del setting naturalistico: è possibile impostare il lavoro partendo dalle preferenze dei singoli bambini se gli obiettivi di trattamento sono ben chiari nella mente del terapeuta, come avviene in altre tipologie di intervento psico-educativo. In questa maniera è possibile prevenire sentimenti di stanchezza e irrequietezza, ponendo sempre al centro il rispetto delle caratteristiche dei singoli individui.

Infine, nonostante l’intervento precoce possa portare a numerosissimi miglioramenti e, in alcuni casi, all’uscita dei soggetti dalla categoria diagnostica, l’autismo è una patologia che permane in tutto l’arco di vita. Perciò, anche le nuove acquisizioni dei bambini avranno delle “caratteristiche di autismo” in sé.

Queste evidenze mostrano come non possano essere accettabili le affermazioni di chi dipinge il metodo ABA come una via di guarigione e non un trattamento abilitativo.

«Non esistono formule per il successo, a parte forse un’accettazione incondizionata della vita e di quello che ci porta.»  Arthur Rubinstein

Riferimenti Bibliografici:

  • American Psychiatric Association. (2013). Diagnostic and statistical manual of mental disorders (5th). Arlington, VA: American Psychiatric Publishing.
  • Società Italiana Di Neuropsichiatria Dell’infanzia e Dell’Adolescenza. (2005). Linee guida per l’autismo. Raccomandazioni tecniche – operative per i servizi di neuropsichiatria dell’età evolutiva
  • Linee Guida. (2011). Il trattamento dei disturbi dello spettro autistico nei bambini e negli adolescenti.

 

Per conoscere meglio Ginevra Cevenini, visita la sua Pagina Autore

HR Social Magazine è sempre alla ricerca di nuovi articolisti. Se anche tu vuoi far parte di questa rubrica o desideri inviarci un tuo scritto su un particolare argomento, scrivici a info@hrsocialmagazine.it, riceverai quanto prima tutte le informazioni utili per entrare a far parte del nostro Team

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *