Disturbi Specifici dell’Apprendimento: conseguenze psicologiche

La Dott.ssa Feliciana Pace, ci propone un articolo sui Disturbi Specifici dell’Apprendimento ovvero delle difficoltà che possono manifestarsi nei bambini durante lo sviluppo neurologico. Tempo di lettura: circa 3 minuti

La dislessia non è una malattia è solo un modo diverso di interpretare i dati, è fantastica come un sogno anche se a volte può diventare un incubo”.

I Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) sono disturbi del neurosviluppo che riguardano la capacità di leggere, scrivere e calcolare in modo corretto e fluente che si manifestano con l’inizio della scolarizzazione.

In base al tipo di difficoltà specifica che comportano, i DSA si dividono in:

  • DISLESSIA: disturbo specifico della lettura che si manifesta con una difficoltà nella decodifica del testo; […Le parole si allungano, si deformano, prendono un’altra via…], […Ricordo ancora quando confondevo pidocchio, finocchio e Pinocchio come fossero un unico soggetto…] (Amodio F. A., 2008).
  • DISORTOGRAFIA: disturbo specifico della scrittura che si manifesta con difficoltà nella competenza ortografica e fonografica; difficoltà nell’applicazione delle regole grammaticali nel passaggio dal linguaggio parlato a quello scritto. Ne consegue che l’alunno scrive commettendo molti errori di varia tipologia.Risultati immagini per www.aiditalia.org
  • DISGRAFIA: disturbo specifico della grafia che si manifesta con una difficoltà nell’abilità motoria della scrittura; il tratto di scrittura è irregolare nella dimensione e/o pressione. L’alunno ha difficoltà a mantenere la linea orizzontale di scrittura, a gestire lo spazio sul foglio e rispettare i margini. Gli spazi tra grafemi e le parole sono irregolari. La scrittura risulta difficile da decifrare.Risultati immagini per www.aiditalia.org
  • DISCALCULIA: disturbo specifico dell’abilità di numero e di calcolo che si manifesta con una difficoltà nel comprendere e operare con i numeri; difficoltà ad associare il numero alla quantità e ad attribuire lo stesso valore ai numeri scritti in cifre, numeri romani e lettere; difficoltà nel ricordare nella giusta sequenza l’ordine di una procedura di calcolo e nell’uso di simboli aritmetici.Risultati immagini per www.aiditalia.org

Un bambino con DSA presenta una discrepanza tra la sua intelligenza generale, che è nella norma, e le sue abilità specifiche. Si parla di disturbi dell’apprendimento specifici in quanto circoscritti solo ad alcuni processi indispensabili dell’apprendimento, come gli automatismi di decodifica, associazione fonema-grafema e di DSA evolutivi proprio perché si manifestano in età evolutiva e riguardano il mancato sviluppo di alcune abilità e non la perdita di abilità in seguito ad eventi traumatici o patologici.

Le persone con DSA rappresentano una percentuale significativa della popolazione in generale. I DSA tendono a persistere per tutto l’arco della vita e costituiscono un potenziale fattore di vulnerabilità. Nelle varie fasi della vita queste persone sono esposte o al rischio di non sviluppare appieno le proprie potenzialità o di sperimentare difficoltà di adattamento con risvolti psicopatologici.

L’aspetto importante per i bambini che presentano questo disturbo è di non etichettarli ma di aiutarli a capire il loro modo di processare le informazioni per sfruttare appieno le proprie potenzialità. La situazione psicologica dei bambini con DSA è delicata e degna di attenzione. Il senso di colpa è spesso il vissuto che questi ragazzi si costruiscono. Credono che sia colpa loro il fatto di andare male a scuola e spesso si giudicano inferiori agli altri per intelligenza e capacità. La dislessia nello specifico, ha un’evoluzione diversa a seconda di molteplici fattori:

  • la gravità del disturbo dislessico;
  • la presenza di aree di eccellenza e di un’intelligenza elevata che possono fornire vie di compensazione dal punto di vista psicologico e funzionale;
  • l’adeguatezza degli interventi dell’ambiente (scuola e famiglia) che a sua volta dipende spesso dalla precocità della diagnosi.

Il bambino, già nella scuola primaria, si trova ad affrontare una situazione di forte disagio: mentre i compagni di classe imparano con facilità a leggere e a scrivere, continua ad avere grosse difficoltà e a sperimentare un vissuto di dolore e fatica per non riuscire nel compito nonostante gli sforzi.

L’insuccesso nell’apprendimento a scuola induce ad abbassare la motivazione verso la scuola e l’apprendimento. Un basso concetto di sé scolastico può indurre alla percezione di scarsa auto-efficacia, l’impressione quindi, di non poter modificare il corso degli eventi. Spesso, infatti, questi bambini utilizzano espressioni del tipo: “Sono stato sfortunato”, “Non sono capace”, “Era troppo difficile”, facendo quindi riferimento a fattori esterni a sé. Frequenti insuccessi, il giudizio degli altri, il timore di dover ammettere la propria inadeguatezza in seguito ad un fallimento associato ad un forte impegno, sono fattori che inducono il bambino a fare attribuzioni disadattive su di sé.  Tacciato di essere svogliato, deriso dai compagni, punito dai genitori, la sua vita scolastica diventa un incubo. “Sei un somaro” è la profezia che si auto avvera. La massima punizione è l’allontanamento dal branco; caratteristica dei bambini con DSA è il fatto di essere impopolari, per questo, isolati, diventano facile preda, sperimentano paura, diventano rabbiosi. Riflettendoci, i DSA sono un disturbo solo in relazione alle richieste della società, sono un disturbo in quanto la nostra cultura si basa su un sistema di letto -scrittura. Se i libri fossero dei cd il disturbo l’avrebbe chi predilige il canale visivo. Ovviamente la disabilità diviene un handicap quando impatta con un ambiente ostile. Per questo, l’ambiente scolastico è fondamentale nel cristallizzarsi o nel contrastare interpretazioni sbagliate.

Un percorso scolastico fallimentare può comportare una profonda ferita nella stima di sé e un grosso evento traumatico. Pare anche che un percorso scolastico frustrante rappresenti una percentuale di rischio psicologico anche in età adulta.

Quello che è importante per la scuola e per gli stessi che presentano tale disturbo è riconoscere e accettare la diversità dei ritmi e trovare un accordo tra i propri ritmi e quelli del mondo.

BIBLIOGRAFIA

– AID, Associazione Italiana Dislessia, Cos’è la dislessia? I disturbi specifici dell’apprendimento in  <http://www.aiditalia.org/it/la-dislessia>.
– Amodio F. A., (2008). Nel Labirinto. Il mio viaggio nella dislessia. Milano: Di Baio.
– Amodio F. A. (2015). La scuola come possibile fattore di rischio. EditricErmes.
– Arnold, E.M., Goldston, D.B., Walsh, A.K., Reboussin, B.A., Daniel, S.S., Hickman, E., Wood, F.B.        (2005). Severity of emotional and behavioral problems among poor and typical readers. Journal of Abnormal Child Psychology 33(2): 205-17.
– Cornoldi C. Le difficoltà di apprendimento in < http://www.aidaiassociazione.com/documents/Cornoldi-Le_difficolta_di_apprendimento.pdf >.
– “DSA e nuove tecnologie: dai percorsi clinici all’intervento pedagogico”. I Convegno Nazionale, Policoro, 12/13 Dicembre 2015.
– E’ dislessia? Piccola guida per insegnanti. Come conoscere e affrontare i Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA) e collegarsi a una rete (2012). Regione Basilicata, Azienda Sanitaria Locale Matera, Polo operativo Dislessia.
– Ghidoni E. Problemi psicologici nei Disturbi Specifici di apprendimento, Arcispedale S.Maria Nuova, U.O.C. Neurologia, Laboratorio di Neuropsicologia, Reggio Emilia.
– Stella G., (2010). Disturbi Specifici di apprendimento: un’introduzione in La dislessia e i disturbi specifici di apprendimento. Teoria e prassi in una prospettiva inclusiva a cura di Simoneschi G., ANNALI della Pubblica Istruzione, 2/2010.

 

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