Dr. Web

La Dott.ssa Assuna Aquino ci parla del rapporto tra l’uomo e il web in ambito medico. Tempo di lettura 6 minuti

“Dottore, in base alle mie ricerche su wikipedia, il dolore alla bassa schiena potrebbe essere un sintomo di qualcos’altro. Lei è proprio certo che sia semplice lombalgia?

“Ho delle strane macchie rosse sulla pelle…chiedo a voi: cosa può essere?”

Utente chiede, Dottor web risponde.

E’ il 1993 quando sul web irrompono contenuti dedicati alla sfera della salute; è l’anno in cui, con la pubblicazione on-line degli archivi Medline ed ERIC, vengono resi liberamente fruibili e accessibili contenuti medico-scientifici.

Medici, pazienti, centri di ricerca, facoltà di medicina, strutture sanitarie, tutti e in tutte le parti del mondo arrivano on-line.

Il nome utilizzato per descrivere questa rivoluzione è e-Health, definizione con cui ci si riferisce a tutte le forme di assistenza sanitaria elettronica rilasciata via Internet.

“Abituatevi a conoscere e a usare il web 2.0 oppure rimarrete persone ancorate al passato”.

Risultati immagini per ricerca webE’ con queste parole che Richard Smith riconosce la portata di un fenomeno contraddittorio, che divide l’opinione pubblica in fazioni opposte: quelli che utilizzano gli artefatti della tecnologia in maniera maneggevole e coloro che guardano ad essi con sospetto.

Il caldo avvertimento di Smith è rivolto a quanti, in ambito medico, sono restii nel riconoscere l’utilità della rete e le sue potenzialità per la salute, restando ancorati all’idea che essa sia una semplice fornitrice di informazioni.

Nel volume “Web 2.0 e social media in medicina”, il dott. Eugenio Santoro descrive il connubio tra il campo della salute ed il web: “Medicina 2.0 o Health 2.0, termini utilizzati per indicare l’applicazione delle nuove tecnologie offerte dal Web 2.0 all’ambito medico e a quello sanitario, sono ormai di uso comune. Il matrimonio tra web 2.0, social media e medicina aveva tutti i presupposti per avvenire. Una indagine condotta negli Stati Uniti e pubblicata all’inizio del 2011 dimostra come Internet sia la prima fonte di informazione per i cittadini americani, il 59% dei quali cerca informazioni sanitarie online”.

In che cosa si discosta il web 2.0 dal fratello minore?

Se il web tradizionale prevedeva la presenza di un solo autore responsabile della pubblicazione dei contenuti, e di un certo numero di lettori che accedevano ad essi, nel web 2.0 esistono invece più autori che apportano il proprio contributo, e il ruolo tra autore e lettore viene a confondersi. L’approccio 2.0, inoltre, si basa più che sulla semplice fruizione dei contenuti, sulla loro creazione e condivisione.

Si tratta di un passaggio epocale da un modello unidirezionale verso uno bidirezionale, il cui territorio è abitato da strumenti, quali blog, social network, wiki, in cui i lettori assumono un ruolo attivo sui contenuti di discussione.

Partecipazione, responsabilizzazione ed Empowerment: sono queste le caratteristiche della cittadinanza che vive l’epoca della Medicina 2.0.

“Il cittadino empowered è un soggetto che comprende e sceglie, è un costruttore dei propri stili di vita e un protagonista del proprio benessere, ed è pertanto un soggetto in grado di interagire razionalmente e responsabilmente con il proprio ambiente di riferimento, ossia con il sistema delle prestazioni sanitarie” (Ministero della Salute 2010).

La sanità 2.0 promuove l’abbattimento della barriera che si erge tra chi fornisce servizi e chi ne fruisce, ed elimina la visione che identifica l’amministrazione come unica fonte di potere; viene sfruttata l’Intelligenza collettiva e ridotto il confine tra chi sa e da informazioni e chi non sa e si informa.

Il web 2.0 ha incrementato in maniera esponenziale alcuni presupposti che già si facevano strada nel contesto sanitario, come la possibilità, da parte del cittadino di prendere parte in prima persona alle proprie scelte di salute e di porsi come tassello irrinunciabile delle decisioni operate dalla pubblica amministrazione.

Indubbiamente un ottimo risultato, ma qual è il rovescio della medaglia?

Una delle motivazioni per cui i medici spesso demonizzano il connubio medicina-web consiste nella scarsa qualità e veridicità delle informazioni veicolate, a fronte della loro quantità e velocità di trasmissione.
La mancanza di una rete capillare di controllo sulle informazioni rende potenzialmente pericoloso l’impatto che queste possono avere sugli utenti, specie quando questi non si confrontano con fonti autorevoli.

Di fronte alla rivoluzione innescata dalla Medicina 2.0, la cittadinanza si è interrogata sulle sue potenzialità e i suoiRisultati immagini per ricerca web possibili pericoli, su quali siano gli strumenti di cui gli attori del sistema sanitario possono servirsi e quali i nuovi equilibri su cui si reggono le relazioni tra gli attori istituzionali, in particolare lo storico rapporto dualistico medico-paziente.

A rispondere all’ultimo quesito è il Prof. Salvino Leone: “un elemento nuovo si è aggiunto al patto terapeutico: Internet. E nulla oggi può più essere come prima nel rapporto tra medico e paziente…l’alleanza terapeutica è ormai un menage a trois. Nello storico rapporto duale medico-paziente si è inserito un terzo incomodo. La tranquillizzazione del paziente su una malattia grave, faticosamente conquistata nel dialogo, viene immediatamente smontata dalle notizie che il paziente reperisce in rete. Tutto dipende, naturalmente, dal grado di fiducia che il medico è riuscito a conquistarsi. Di fronte a una forte relazione fiduciaria il paziente chiederà sempre una validazione al suo medico di quanto acquisito su Internet”.

Internet può essere una risorsa preziosissima per medico e paziente: quando il web arricchisce, forma, informa, consente di fissare visite ed esami in tempo reale, può fungere solo da potente alleato.

E’ il suo abuso, il suo uso distorto che va condannato.

Riferimenti:

Gatti, W. (2012). Sanità e Web. Milano: Springer Ed.

Santoro, E. (2011). Web 2.0 e social media in medicina. Roma: Il Pensiero Scientifico Ed.

Smith, R. (2008). Get with web 2.0 or become yesterday’s person. British Medical Journal.

http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_1473_allegato.pdf

Per conoscere meglio Assunta Aquino, visita la sua Pagina Autore

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