Intelligenza Emotiva: la chiave per il Successo

La Dott.ssa Assunta Aquino ci parla dell’intelligenza emotiva come strumento di autoconsapevolezza ed empatia, chiave per il successo personale. Tempo medio di lettura: circa 7 minuti

“Abbiamo due menti, una che pensa, l’altra che sente. Queste due modalità della conoscenza, così fondamentalmente diverse, interagiscono per costruire la nostra vita mentale.” – Daniel Goleman

 

Pietro è uno studente modello di ingegneria, tra i più giovani del suo corso che si accingono alla laurea. E’ sempre stato il primo della classe. Apprende in maniera rapida e consegue sempre il massimo dei risultati universitari: è un candidato al 110 e lode. Nella mentalità collettiva questo studente è intelligente. Pietro, con un curriculum invidiabile nel suo ambito è però una persona fortemente individualista, arrogante, incapace di integrarsi in un lavoro di gruppo. Siamo certi che Pietro avrà vita facile nel mondo lavorativo? Il successo accademico è un predittore del successo lavorativo?

In realtà sembrerebbe che se per ottenere una determinata posizione lavorativa è importante avere come prerequisiti un elevato QI (quoziente intellettivo) e il conseguimento di un titolo di studio a pieni voti, per mantenere una carriera professionale e costruire rapporti positivi sul luogo di lavoro sono necessarie anche altre caratteristiche.

Grazie agli studi di Gardner e alla sua “Teoria delle intelligenze multiple” oggi sappiamo che negli esseri umani esistono diversi tipi di intelligenza che prevedono strumenti di misurazione diversi dai tradizionali test che valutano il QI.

“Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi, lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido.” – A. Einstein

La presenza di un elevato quoziente intellettivo (QI) non basta per avere successo nella vita e si parla sempre più della necessità di possedere nel proprio bagaglio di competenze il cosiddetto quoziente emotivo (QE). Daniel Goleman, rinomato psicologo che ha scritto diversi libri sul tema della intelligenza emotiva (IE), ha addirittura sostenuto che l’intelligenza emotiva fosse più importante del quoziente intellettivo.

Cosa intendiamo per intelligenza emotiva?

Risultati immagini per emotional intelligenceL’intelligenza emotiva è la capacità di riconoscere, comprendere e gestire le emozioni (Goleman, 1996). Essa è la chiave d’accesso al proprio e altrui stato emotivo, consente di relazionarsi meglio con gli altri, raggiungere risultati lavorativi più proficui e vivere una vita piena. L’IE si fonda su due tipi di competenza: una personale, connessa al modo in cui controlliamo noi stessi, e una relazionale, legata al modo in cui gestiamo le relazioni con gli altri.

Daniel Goleman, poco più di 20 anni fa pubblicò un libro sull’argomento che, in poco tempo, divenne un bestseller mondiale: “Emotional intelligence”.

Ti stai chiedendo se sei una persona con un buon grado di intelligenza emotiva?

Secondo Daniel Goleman l’IE è composta da 5 competenze: auto-consapevolezza, empatia, autocontrollo, motivazione, e abilità sociali.

1)L’auto-consapevolezza, principale competenza dell’intelligenza emotiva, consiste nella capacità di identificare le proprie reazioni emotive e i propri punti di forza e debolezza. Sviluppare questa abilità può aiutare ad entrare in contatto con i propri stati interiori; si tratta di un prerequisito di base per la comunicazione efficace.

Come aumentare l’auto-consapevolezza?

  • Presta attenzione alle tue emozioni, riconoscile ed etichettale;
  • Rifletti rispetto a come reagisce il tuo corpo e a come ti comporti quando avverti forti emozioni;
  • Assumi un atteggiamento non giudicante: le emozioni sono tutte valide, anche quelle negative.

2) Con il termine empatia si intende la capacità di immedesimarsi negli stati d’animo e nei pensieri delle altre persone, sulla base della comprensione dei loro segnali emozionali, dell’assunzione della loro prospettiva soggettiva e della condivisione dei loro sentimenti (Bonino, 1994). A livello neurobiologico, la comprensione della mente e dei vissuti dell’altro è sostenuta dai cosiddetti neuroni specchio: partecipare come testimoni ad azioni, sensazioni ed emozioni di altri individui attiva le stesse aree cerebrali normalmente coinvolte nello svolgimento in prima persona delle stesse azioni e nella percezione delle stesse sensazioni ed emozioni (Gallese, 2005).

Esistono due tipi di empatia: quella cognitiva, associata alla capacità di assumere il punto di vista dell’altra persona, e quella emotiva, associata alla capacità di riconoscere e comprendere le emozioni altrui.

Come migliorare le proprie capacità empatiche?

  • Prova a metterti nei panni degli altri, immaginando come deve essere affrontare le loro stesse esperienze, e quali potrebbero essere i mezzi per alleviare le loro difficoltà.
  • Osserva il comportamento verbale e non verbale degli altri. L’espressione facciale, il tono di voce, alcune posture possono essere indici di malessere.
  • Prova a capire che impatto hai sulle persone e in base ai feedback ricevuti opera degli aggiustamenti alle tue azioni.

3) L’autocontrollo consiste nella capacità di controllare le proprie emozioni, desideri e comportamenti a fronte di richieste esterne, per funzionare nella società. In psicologia viene chiamato auto-regolazione o self-regulation (Thompson, R.A., 1994).

4) Il costrutto di motivazione fa riferimento alla capacità di gestire le proprie emozioni e di rivolgersi al raggiungimento dei propri obiettivi. Essa è costituita da diverse componenti: spinta alla realizzazione, impegno, iniziativa e ottimismo. Si tratta di una serie di caratteristiche che da un lato sostengono la realizzazione personale, e dall’altra l’impegno nel dare senso e supporto ad un eventuale lavoro d’équipe.

5) Le abilità sociali fanno riferimento alla capacità di gestire in modo proficuo le proprie emozioni nelle varie situazioni sociali con l’obiettivo di costruire relazioni interpersonali positive. In ambito lavorativo improntare questo tipo di relazioni con i colleghi è importante sia per lavorare bene nel team di lavoro sia nella leadership per influenzare e ispirare gli altri. Alcune importanti abilità sociali o social skills da sviluppare sono: influenza sociale, leadership, capacità di sviluppare/migliorare gli altri, capacità comunicativa, gestione dei conflitti e negoziazione, risoluzione dei problemi, collaborazione e cooperazione, lavoro in team.

Risultati immagini per Social and Emotional LearningDagli anni ’90 ai giorni nostri l’importanza dell’intelligenza emotiva è divenuta nota a tutti, al punto che oggi le aziende investono nella realizzazione di giochi per bambini che promettono di contribuire allo sviluppo di questa indispensabile abilità, e molte scuole statunitensi inseriscono nei programmi scolastici corsi SEL (Social and Emotional Learning), nella convinzione che l’intelligenza emotiva si possa apprendere. I programmi scolastici improntati sul SEL incrementano i comportamenti prosociali degli alunni (gentilezza, condivisione, empatia), migliorano la propensione verso la scuola, e riducono la depressione e lo stress degli studenti (Durlak et al, 2011).

In conclusione, ad un’intelligenza di tipo cognitivo se ne affianca, tra le altre, una di tipo emotivo-relazionale, che ci consente di capire meglio noi stessi e di interagire in modo più efficace con gli altri.

In questo senso la “chiave per il successo” nella vita e nel lavoro è una combinazione di talento tecnico e relazionale: conoscere sé stessi e le proprie potenzialità da un lato, e saper dialogare e vivere in armonia con gli altri, dall’altro, porta ad un benessere non solo sociale ma anche psicologico.

Riferimenti:

  • Bonino S. (1994). Dizionario di psicologia dello sviluppo, Torino: Einaudi.
  • Durlak, J. A., Weissberg, R. P., Dymnicki, A. B., Taylor, R. D., & Schellinger, K. B. (2011). The impact of enhancing students’ social and emotional learning: A meta-analysis of school-based universal interventions. Child Development, 82, 405-432.
  • Gallese, V., Migone, P., & Eagle, M. N. (2006). La simulazione incarnata: i neuroni specchio, le basi neurofisiologiche dell’intersoggettività e alcune implicazioni per la psicoanalisi. Psicoterapia e scienze umane XL, 3, 543-580.
  • Goleman, D. (1996). Intelligenza emotiva: che cos’è e perché può renderci felici. Milano: Rizzoli.
  • Thompson, R.A. (1994). Emotion Regulation: a theme in search of definition. Mongraphs of the Society for Research in Child Development, 59, 25-52.

 

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