La famiglia e la sua complessità: dinamiche e processi evolutivi

Il Dott. Giorgio Matteo Marsano, ci propone un articolo sulla famiglia, la sua formazione, evoluzione e le dinamiche che ad essa sottendono; un nucleo che cambia costantemente ruoli, posizioni e responsabilità. Tempo medio di lettura: circa 8 minuti

Quando cerchiamo di comprendere la storia di una persona, ci ritroviamo a dover necessariamente considerare i differenti ruoli che ella ha dovuto interpretare durante la propria esistenza, la maggior parte dei quali assume senso all’interno della matrice relazionale costituita dalla famiglia.

Un individuo comincia a costruire la propria identità assimilando primariamente il ruolo di figlio/figlia, di nipote e talvolta di fratello o sorella, per poi eventualmente giungere a costituire un nuovo nucleo in età adulta e svolgere via via nuove funzioni (quella di compagno/compagna, marito/moglie, padre/madre, ecc.). Se si considera inoltre come tali ruoli evolvano nel corso della vita e vadano gradualmente a sovrapporsi (senza mai autoescludersi), la situazione si complica: per fare un esempio calzante, non smettiamo mai di essere figli neanche quando diventiamo genitori a nostra volta, pur assumendo in parte “compiti” differenti (inversione del ruolo di accudimento con i genitori anziani, trasmissione intergenerazionale dei modelli genitoriali, ecc.).

Risultati immagini per famigliaDi fatto, le diverse posizioni ricoperte nel tempo all’interno della famiglia plasmano continuamente il repertorio di significati proprio di ciascun membro, dando origine ad un complesso di funzioni interdipendenti che rappresentano, allo stesso tempo, la “struttura portante” del medesimo sistema che le ha generate. In questo senso, spostare il focus di analisi sulla famiglia come strumento conoscitivo ci obbliga ad assumere implicitamente quell’ottica di complessità propria del funzionamento di un organismo biologico: quest’ultimo deve la propria sussistenza alla struttura ed alla funzione diversificata delle sue cellule, ma contemporaneamente ne influenza l’attività attraverso uno scambio continuo di informazioni con l’ambiente esterno. Similmente, la famiglia risulta essere allo stesso tempo il prodotto della costellazione di relazioni al suo interno e dell’influenza esercitata su queste ultime dal contesto socio-culturale[1].

Il paragone tra famiglia e sistema biologico è reso ancora più stringente dal concetto di “ciclo di vita”: così come l’individuo biologico nasce, cresce (si modifica) e muore, così anche la famiglia ha un suo inizio, una sua evoluzione ed una sua fine.

Tale teorizzazione nasce all’interno del cosiddetto “approccio dello sviluppo”, nato verso la fine degli anni 50’ con l’intento di individuare i processi normativi che caratterizzano lo sviluppo della famiglia (dalla sua nascita alla sua morte per l’appunto) prestando particolare attenzione a quei cambiamenti “prevedibili”, cioè normalmente ravvisabili nel corso dell’evoluzione di una famiglia tipo. Questi cambiamenti rappresentano dei veri e propri eventi critici che vanno a delineare specifiche “fasi” all’interno del ciclo di vita.

Secondo McGoldrick e Carter (1982), in particolare, il percorso di costruzione ed evoluzione della famiglia è costellato da sei fasi:

  1. giovane adulto che si emancipa dal nucleo d’origine;
  2. formazione della giovane coppia;
  3. nascita dei figli e famiglia con bambini piccoli;
  4. famiglia con figli adolescenti;
  5. famiglia con figli adulti usciti da casa;
  6. famiglia anziana.

Il passaggio da una fase all’altra rappresenta un momento delicato, poiché richiede sempre un certo grado di cambiamento nelle funzioni svolte dai singoli membri e nelle relazioni tra loro intercorrenti. Queste transizioni implicano il superamento, da parte dei componenti della famiglia, di determinati “compiti evolutivi”: quando si viene a formare una nuova coppia, ad esempio, i due partner devono cominciare a costruire una propria identità (visione comune della vita, progetti, ecc.), definire ruoli e confini, costruire un “ponte” tra le famiglie di origine, ed imparare a gestire i conflitti; in seguito, l’eventuale  nascita di un figlio imporrà necessariamente  una ridefinizione dell’identità familiare, una ricontrattazione dei confini e degli “spazi” della coppia e via dicendo.

La rottura che si viene a creare all’inizio di ogni nuova fase del ciclo di vita determina una situazione potenzialmente destabilizzante, la quale deve essere affrontata ed elaborata adeguatamente da tutti i componenti affinché possa trasformarsi in un’occasione di crescita.

Davanti ai cambiamenti imposti da una specifica fase evolutiva, le pregresse modalità di funzionamento familiare si dimostrano di fatto inadeguate e si rende pertanto necessaria una ristrutturazione dei rapporti all’interno del nucleo familiare, assieme ad una ricontrattazione dei ruoli (Malagoli Togliatti & Telfener, 1991; Scabini, 1989), processo che può risultare estremamente difficoltoso in virtù dell’interdipendenza dei compiti evolutivi propri di ciascun membro: ciascuna fase di sviluppo può infatti essere elaborata con successo solo se tutti i componenti della famiglia “cambiano” simultaneamente (occorre perciò considerare personalità ed aspetti motivazionali dei singoli).

Risultati immagini per turning pointAccanto agli eventi normativi tipici del ciclo vitale, inoltre, la famiglia può trovarsi costretta a fronteggiare eventi imprevisti che costituiscono dei veri e propri “turning point”, situazioni critiche che richiedono una profonda ristrutturazione delle relazioni interne (divorzio, morte improvvisa di un coniuge, perdita del lavoro, ecc.). Questi eventi sono stati affrontati in modo esauriente dall’approccio del “family stress and coping”, originatosi in contrapposizione all’approccio dello sviluppo proprio perché quest’ultimo dava poco peso agli eventi non normativi.

Uno dei primi e più conosciuti modelli elaborati all’interno di tale approccio è quello definito “ABCX” (Hill, 1949), dove la “X” indica il momento critico, la “A” l’evento stressante considerato la causa della crisi,  la “B” le risorse accessibili alla famiglia e la “C” il significato attribuito all’evento dalla famiglia. La famiglia reagisce all’evento stressante attraverso un lungo processo di riadattamento che determina il raggiungimento di un nuovo equilibrio e può portare ad una maturazione delle risorse interne alla famiglia.

Che si tratti di una fase normativa o di un evento non preventivato, può tuttavia accadere che la famiglia non riesca ad affrontare i cambiamenti richiesti e si sforzi di rimanere ancorata ai vecchi schemi di funzionamento, generando una situazione di stallo all’interno del processo di riorganizzazione: se protratto, tale blocco può portare all’esacerbazione di conflitti eccessivi, relazioni disfunzionali e veri propri disturbi psicologici. Per superare questi momenti di difficoltà e riprendere il percorso evolutivo, potrebbe allora essere utile per la famiglia rivolgersi ad uno psicologo o ad uno psicoterapeuta, senza che questo rappresenti motivo di vergogna o stigmatizzazione (come purtroppo ancora oggi accade).

L’argomento “famiglia” ovviamente apre scenari molto vasti, impossibili da scandagliare accuratamente in poche pagine. A chi fosse interessato all’argomento, personalmente posso consigliare la lettura del libro “Psicologia della Famiglia. La Prospettiva sistemico-relazionale”: pur essendo ormai datato e dall’impostazione accademica, compie a mio avviso un excursus approfondito e ben curato sulle più importanti teorizzazioni della famiglia, focalizzandosi in particolare sull’approccio sistemico e sui principali contributi da esso apportati.

[1] basti pensare al graduale riconoscimento sociale degli odierni modelli di famiglia monogenitoriale, omogenitoriale, multietnica, di fatto o allargata, un tempo completamente disconosciuti

Bibliografia

  • Gambini P. (2007). Psicologia della famiglia. La prospettiva sistemico-relazionale. Milano: FrancoAngeli.
  • Hill R. (1949). Family under stress, New York: Harper & Row.
  • Malagoli Togliatti M. & Telfener U. (1991). Dall’individuo al sistema. Manuale di psicopatologia relazionale, Torino: Bollati Boringhieri.
  • McGoldrick, M., & Carter, E. (1982). The family life cycle. F.Walsh (Ed.), Normal Family Processes.
  • Scabini E. (1989). L’organizzazione della famiglia tra crisi e sviluppo, Milano: Franco Angeli.

 

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Un pensiero riguardo “La famiglia e la sua complessità: dinamiche e processi evolutivi

  • giugno 27, 2017 in 10:14 am
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    Articolo molto chiaro ed efficace nel raccontare l’evoluzione del sistema familiare che viene considerato sia nella sua globalità che nella specificità dei singoli componenti. Come ben sottolinea il dott. Marsano risulta importante considerare i momenti di cambiamento come occasione di crescita e di riorganizzazione del sistema.

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