La scelta del Partner

La Dott.ssa Sorbo ci parla delle dinamiche che sottendono la scelta di un partner. Tempo medio di lettura: circa 6 minuti

Qualche tempo fa è stato l’anniversario dell’uscita del film “Eternal Sunshine of the Spotless Mind”, capolavoro del regista francese Michel Gondry.

Meglio conosciuto in Italia con l’avvilente titolo “Se mi lasci ti cancello”, il film è una movimentata e visionaria storia d’amore tra due personaggi sui generis.

Joel e Clementine si incontrano/scontrano su un treno di ritorno da una spiaggia in pieno inverno. Lui è timido e introverso, lei eccentrica e invadente. I goffi tentativi di far conoscenza di Clementine porteranno a una chiacchierata prima e una relazione poi, intensa e importante ma non destinata a durare.

La storia di Clem e Joel è la storia di un incontro e soprattutto di una scelta, di quelle da classico commento “ma quei due come fanno a stare insieme?!”.

Risultati immagini per innamoramentoQuello che spesso non si vede in queste situazioni è quello che “c’è dietro” a queste, e a tutte, le relazioni: al di là delle motivazioni legate all’attaccamento, all’accudimento e alla sessualità, l’incontro tra due persone è anche l’incontro tra due storie familiari. Ogni partner porta con sé, infatti, i propri sforzi di separazione/individuazione da questa storia, la propria funzione appresa in famiglia (comportamenti rinforzati dal sistema familiare a scapito di altri) e un vissuto di sofferenza per quello che si è sentito mancare crescendo ovvero i bisogni personali.

Questo vissuto emotivo, in parte condiviso, permette di sentirsi compresi e vicini, mentre saranno le “abilità” derivate dal proprio ruolo familiare a convincere l’altro di essere davanti alla “persona giusta”. Infatti, la funzione di ognuno corrisponde ad una sorta di specializzazione nella gestione della sofferenza e, benché siano competenze parziali, saranno percepite come totali una volta integrate a quelle del partner. Nell’innamoramento c’è, difatti, una fusione io-altro che può essere definita funzionale se non addirittura “sana”.

L’identificazione proiettiva e l’idealizzazione sono i meccanismi psicologici alla base di questo rapporto collusivo in cui ogni partner attribuisce all’altro i propri bisogni e sentimenti, data la mancanza di chiari confini personali.

L’illusione alla base dell’innamoramento, il poter credere che l’altro saprà sopperire a tutte le mancanze della propria vita passata, permette di incontrarsi e di nascondere le reciproche differenze.

Il distacco successivo, invece, per quanto necessario e auspicabile, non sempre porta a sentimenti più radicati come l’amore e coincide spesso con la fine di un rapporto. Nell’innamoramento si proiettano parti di sé nell’altro, si attribuiscono a lui/lei idee, funzioni e desideri che mal si integrano con l’idea che si ha di se stessi. In questa prima fase l’altro è portatore delle perfezioni che ci mancano ma, stando insieme, si è completi a propria volta.

Risultati immagini per coppiaIl superamento dell’innamoramento, invece, permette di vedere l’altro come limitato implicando una sensazione di vuoto, una sofferenza che preesisteva ma solo adesso, attribuendone le cause all’altro, ci si permette di sentirla. La discrepanza tra l’ideale di partner e la realtà, caratteristica di ogni rapporto, è alla base della discrepanza tra il desiderio di relazione e gli ostacoli ad essa.

Come detto in precedenza, la scelta del partner è influenzata dal mito familiare, dalla funzione e dai propri bisogni. Meno si è differenziati dalla famiglia di origine, più la scelta del partner sarà legata ad essa. La consapevolezza sulle proprie origini dà senso ai capitoli successivi della propria storia e, allo stesso tempo, libera i personaggi da copioni troppo rigidi.

Un certo grado di consapevolezza su se stessi, i propri bisogni e la propria storia familiare, secondo lo psicoterapeuta Paolo Menghi, permetterebbero il realizzarsi dello scopo più alto dello stare insieme: nell’eterno processo di differenziazione/separazione, una relazione di coppia dovrebbe favorire il processo evolutivo dei soggetti che ne fanno parte, fornendo sostegno emotivo.

“Amore è quando il cuore resta aperto nonostante la testa funzioni” (1).

Solo con questa consapevolezza la scelta del partner e tutte le scelte successive che riguardano la relazione di coppia possono considerarsi più libere e meno manipolatorie, perché si è in grado di mettere in discussione l’immagine che si ha di sé. L’identità è, infatti, diversa da tutte le maschere che si indossano a seconda dei tempi e dei contesti in cui ci si trova e, nella possibilità di crescita rappresentata da una relazione di coppia, si deve esser pronti e aperti all’ennesimo cambiamento, seppur difficile da affrontare.

Anche se la prima volta non è stata “per sempre”, Joel e Clementine ci riproveranno, più affaticati e feriti ma soprattutto più consapevoli di prima.

 

“Bisogna somigliarsi un po’ per comprendersi, ma bisogna essere un po’ differenti per amarsi.”

Paul Geraldy

 

Riferimenti Bibliografici

  • Angelo C., “La scelta del partner”, in “La crisi della coppia”, Raffaello Cortina, Milano.
  • Berrini R., Cambiaso G, “Illusioni di coppia. Sto con te perché posso stare senza di te”, edizioni Franco Angeli, Milano.
  • Bowen, M. (1979) Dalla famiglia all’individuo, Astrolabio, Roma 1980.
  • Canevaro, A. (1986) Crisi matrimoniale e contesto trigenerazionale. Un modello sistemico di terapia breve. Tr. it. in: Andolfi, M., Angelo, C., Saccu, C. (a cura di) La coppia in crisi. ITF, Roma 1988
  • Canevaro A. “Alle radici della coppia. Verso lo sviluppo di un contesto terapeutico trigenerazionale”. Ecologia della Mente. Dicembre 1988. Roma
  • De Bernart R, Buralli B. Il letto a 6 piazze. La terapia sessuale trigenerazionale di coppia. Psicobiettivo, vol 21, n° 1: 25-46, 2001.
  • (1) Menghi P. (1992). La coppia utile. In: Andolfi (a cura di). La crisi della coppia, Raffaello Cortina, Milano, 1999
  • Willi J., “Il concetto di collusione: un’integrazione tra approccio sistemico e psicodinamico alla terapia di coppia”, in Terapia Familiare 23, 1987.

Per conoscere meglio Francesca Sorbo, visita la sua Pagina Autore

HR Social Magazine è sempre alla ricerca di nuovi articolisti. Se anche tu vuoi far parte di questa rubrica o desideri inviarci un tuo scritto su un particolare argomento, scrivici a info@hrsocialmagazine.it, riceverai quanto prima tutte le informazioni utili per entrare a far parte del nostro Team.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *