L’ascolto del silenzio

La Dott.ssa Amoroso ci parla del silenzio nelle tante sue sfaccettature perchè anche il silenzio è un aspetto importante della comunicazione. Tempo medio di lettura, circa 5 minuti.

Provate ad immaginare un mondo nel quale non vi sia mai silenzio, un mondo fatto di rumori, suoni, parole, brusii costanti, ininterrotti, senza fine.

Significherebbe vivere in un universo privo di pause, di riposo, di riflessioni, di suspence, un universo senza spazio e senza senso.

Perché è il silenzio che dà significato ai suoni, senza pause le parole di un discorso non sarebbero comprensibili e senza spazio tra le note musicali, non si potrebbe cogliere la musica. Il silenzio è qualcosa di necessario, del quale si ha bisogno, per staccare, per riflettere, per riposare o per ricaricarsi. Esiste un suono del silenzio che, però, non tutti apprezzano. Risultati immagini per silenzioAlcuni lo amano, altri lo odiano, qualcuno lo ricerca, qualcun altro lo fugge. Perché il silenzio riporta a se stessi, ci fa ascoltare il battito del cuore e il soffio del respiro, fa riflettere su se stessi, senza rumori di sottofondo, in modo schietto e diretto, una modalità alla quale non sempre si è preparati. Il silenzio non è mai solo l’assenza di suoni ma è anche un modo di comunicare. Come afferma Paul Watzlawick nel primo assioma della comunicazione “E’ impossibile non comunicare”, e il non proferire parola ha sempre un suo valore. Ben lo sanno gli psicoterapeuti che interpretano il silenzio dei loro pazienti all’interno del setting, dandogli un significato diverso a seconda dei singoli casi, o coloro che attendono invano una risposta ad una domanda importante e delicata. Ogni silenzio ha un suo valore ed anche un suo potere. A volte è sinonimo di solitudine, di dolore, di angoscia, in altre occasioni è colmo di gioia, è accogliente, avvolgente, rigenerante. Altre volte ha il sapore dolce di una carezza che aiuta a lenire un dispiacere o ad accogliere ciò che non si può dire.

Bisogna imparare ad ascoltare il silenzio, sia all’interno delle relazioni che dentro se stessi. Molto spesso si ha silenzio laddove le parole non arrivano, non escono, come da una fonte essiccata non sgorga più acqua; altre volte le parole si fermano, si sciolgono nell’indifferenza o nella paura e si trasformano in assenza di suoni e di significati. In altre circostanze, il silenzio è una richiesta di tempo e di rispetto, laddove i confini sono spesso violati e calpestati.

Immagine correlataPer poter comunicare, bisogna saper ascoltare ed il silenzio è necessario all’ascolto, dà vita ad uno spazio in cui l’altro può definirsi, accorciando le distanze e smussando le differenze. Bisogna dapprima imparare ad ascoltare il proprio silenzio, per poi poter interpretare quello di chi ci sta vicino. Dare ascolto al silenzio dentro di noi, apre una breccia nel frastuono quotidiano dei pensieri, nel ruminare continuo di idee, inquietudini, progetti, promesse, creando un vuoto che permette di riflettere su se stessi, frenando l’indomabile smania di agire. Per ascoltare il proprio silenzio si deve essere in grado di cogliere e di accogliere la volontà di guardarsi dentro, di divenire consapevoli del proprio modo di essere, di vedere e di accettare anche parti di sé diverse da quelle che vorremmo avere.

Anche all’interno delle relazioni il silenzio non è sempre sinonimo di assenza o di mancanza di qualcosa; a volte è necessario per poter comprendere, per capire ciò che ci è sconosciuto, per creare una giusta distanza che permetta l’espressione del proprio modo di essere.

E’ solo in silenzio che è possibile osservare, riconoscere, differenziare e far proprio qualcosa di nuovo. Ci vuole silenzio per capire ed accettare ciò che non fa parte di noi.

E’ solo nel silenzio che l’altro può mostrarsi e lasciarsi conoscere; ed è all’interno di quello spazio creato dall’assenza di parole, spesso foriere di giudizi e di opinioni che non permettono la profonda espressione di se stessi, che ci si può sentire liberi di mostrarsi agli altri.

E’ la mancanza di parole che consente la formazione di idee, di opinioni, di pareri che permettono di riflettere e di comprendere. Ovviamente, le parole rivestono a loro volta una grande importanza, aiutano ad esprimere emozioni e vissuti, a condividere ricordi e progetti. Anche un mondo senza parole sarebbe intollerabile, il silenzio assoluto è oltremodo insostenibile. Il suono e il silenzio sono collegati tra di loro, l’uno necessita dell’altro. Le parole precedute o seguite dal silenzio hanno un effetto diverso, possono incantare o spaventare a seconda di ciò che evocano in chi le ascolta.

Non sempre, però, apprezziamo il silenzio, né da soli né in compagnia, talvolta lo si vive come ingannevole, ci sembra che senza parole la comunicazione fallisca, che si crei un vuoto incolmabile ed irrecuperabile. A volte è così ma, molto spesso, è solo la paura di affrontare il silenzio che ci condiziona, è il timore di sentire cosa ci comunica quell’assenza di parole che ci frena. Non sempre, tuttavia, l’assenza di suoni si identifica con l’assenza di relazione; il silenzio ci può introdurre in una dimensione nuova e quasi sconosciuta, alla scoperta di noi stessi e dell’altro. Tutto ciò che è ignoto spaventa, evoca ombre ed oscurità, ma non si deve mai dimenticare, però, che a volte quando cala il buio, si apre il sipario ed inizia lo spettacolo.

 

Bibliografia

  • Watzlawick P.  Beavin J. H. Jackson D. D., Pragmatica della comunicazione umana. Studio dei modelli interattivi, delle patologie e dei paradossi, Astrolabio-Ubaldini Editore, Roma, 1971

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