Le Relazioni ai tempi dei Social Network

La Dott.ssa Vincenza Cetrangolo, ci illustra come i social network siano entrati prepotentemente nella vita di tutti i giorni. Tempo medio di lettura: circa 3 minuti

I social network occupano un ruolo essenziale nell’era contemporanea e a confermarcelo sono molte ricerche che indagano questo fenomeno e che ci fanno riflettere sull’impatto che hanno sulle nostre vite, online e reali.

L’organizzazione “We Are Social” ha pubblicato il report Social, Digital & Mobile in Europa 2016, fornendo un buon quadro della situazione europea e italiana. Ad oggi, rispetto al 2015, in ambito europeo, il numero di utenti internet totali è cresciuto del 10% arrivando a 3.4 miliardi di persone; il numero di utenti attivi sui canali social è aumentato del 10% e il numero di persone che usano dispositivi mobile è cresciuto del +4%, per cui si tende ad usare sempre più lo smartphone per ogni attività piuttosto che il computer.

Risultati immagini per social networkLo scenario italiano segue l’andamento europeo arrivando a 24 milioni di account che accedono da smartphone. Facebook è la piattaforma social più utilizzata in Italia, seguita da WhatsApp e Facebook Messenger (entrambi fondati dal giovane Zuckerberg); Instagram passa, invece, a una penetrazione del 12% (contro il 6% del 2015). Questa diffusione sicuramente esiste perché Facebook, e tutti gli altri social network, hanno un potenziale positivo notevole: facilitano la socializzazione e forniscono una singolare opportunità d’informazione e di svago con un semplice “click”.

Tutto ciò, e molto altro, è eccezionalmente innovativo e positivo.

Tuttavia i social network non si utilizzano sempre e totalmente in maniera produttiva ed è ciò su cui hanno prestato attenzione i cantautori J-AX e Fedez con il tormentone dell’estate 2016 “Vorrei ma non posto”. Tutto il sunto della canzone è nel ritornello: “…Lo sai, non c’è un senso a questo tempo che non dà il giusto peso a quello che viviamo, ogni ricordo è più importante condividerlo che viverlo…”. Viene citato l’IPhone come strumento di cui ora non si può più far a meno diventando una parte del nostro corpo, i selfie che rischiano di lasciare tracce “pericolose” ai figli a cui si vorrebbe dare un buon esempio e alla fatica per “istagrammare” dei momenti della vita reale e condividerli con tutti i propri contatti senza poi capire che in quel momento si perde l’essenza stessa della realtà “…Tutto questo sbattimento per far foto al tramonto che poi sullo schermo piatto non vedi quant’è profondo…”.

Risultati immagini per social networkI social, nel bene e nel male, continueranno a crescere nella loro diffusione e noi dovremmo pensare al modo in cui viviamo oggi le relazioni più private in quanto, detto in modo provocatorio, tutto sta diventando di tutti e nulla di nessuno. Per chi è nato quando i social non erano ancora presenti è più facile fermarsi un attimo a riflettere su come si stanno trasformando le relazioni interpersonali rispetto al passato. Discorso diverso è, invece, per gli adolescenti di oggi, i cosiddetti nativi digitali, che vivono la tecnologia e il mondo dei social già dai primi momenti del loro sviluppo ritenendoli il modo elettivo per comunicare con l’altra persona e trascurando ciò che di più importante c’è in una relazione, ovvero il contatto fisico, visivo, ma soprattutto umano ed emotivo.

A questo proposito è interessante menzionare il film “Lei” di Spike Jonze (2013), in cui, il protagonista Theodore, scrittore di lettere e appena uscito da una lunga storia d’amore, cerca una compagnia occasionale in una chat vocale, dove tutto è possibile, anche il sesso a distanza. Il protagonista scopre un nuovo e sofisticato sistema operativo ed è così che incontra il “suo” Sistema Operativo di nome Samantha, una voce femminile intelligente ed empatica con cui inizia una “romantica” storia d’amore. Questo film fa molto riflettere su come, al giorno d’oggi, si viva l’intimità e i rapporti interpersonali. Questo non per denigrare la preziosa evoluzione tecnologica, ma per mettere sotto i riflettori la fragilità dell’uomo e le difficoltà che esistono nel gestire le proprie emozioni e quelle altrui.

Ogni adulto, genitore, insegnante ed educatore dovrebbe riflettere a lungo su ognuno di questi aspetti per cercare di sollecitare e far vivere ai bambini e ai giovani ragazzi, fin dal primo ingresso nel mondo, esperienze nelle quali venga evidenziata l’importanza e la bellezza delle “relazioni-intime” vissute con maggior contatto ed in assenza di un “display” che funga da futile interfaccia.

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