Nag Factor: come la pubblicità influenza la relazione tra genitori e figli

La Dott.ssa Di Pardo, a seguito di un personale studio, ci illustra il fenomeno del Nag Factor e la sua influenza nella vita quotidiana. Tempo medio di lettura: circa 5 minuti

“Mamma, mamma mi compri questo giocattolo?”

“Dai, mamma, tutti i miei amici ce l’hanno, solo io no!”

Quante volte vi siete sentiti dire queste parole dai vostri figli e quante volte, a causa dei sensi di colpa avete ceduto alle loro richieste?

La psicologia ha da sempre rivolto una grande attenzione ai bambini e negli ultimi anni diversi studiosi hanno cercato di esaminare e comprendere le dinamiche di fruizione dei contenuti televisivi, nonché di quelli pubblicitari e gli effetti che questi possono comportare sui piccoli telespettatori. La relazione che intercorre tra bambini e la pubblicità inizia molto presto, già intorno ai due anni di vita. Essa può avere un ruolo determinante nella formazione cognitiva, culturale, morale dei bambini, soprattutto attraverso la televisione, che è il canale di comunicazione preferito.

Risultati immagini per bambini televisioneSotto molti aspetti, l’atteggiamento spontaneo dei bambini è simile a quello di tutti gli altri consumatori: vogliono comprare per soddisfare i loro bisogni e trovare la soddisfazione direttamente negli acquisti. La pubblicità, quindi, non fa altro che fornire loro informazione su prodotti o servizi che possono essere comprati. Lo spot televisivo, fin dall’età di sei/sette anni, risulta essere lo spettacolo preferito dei piccoli in quanto si adatta perfettamente alla loro mente perché, come spiega la dott.ssa Oliviero Ferraris: “è breve, c’è un’avventura che interessa, spesso ci sono altri bambini e allora sono indotti ad identificarsi. E poi ci sono alcuni slogan e a loro piace la ripetizione perché piace ritrovare le cose che già conoscono.

Il piccolo spettatore diventa così il protagonista del mercato, tant’è che proprio a loro è rivolta una grande percentuale di spot televisivi e sempre loro sono i personaggi principali nei messaggi pubblicitari. Tutto ciò ha dato vita ad una vera e propria strategia di marketing che sfrutta il fattore assillo.

Infatti, il potere esercitato per guadagnare l’acquisto di un bene, che poi i piccoli consumeranno in prima persona è conosciuto come: NAG FACTOR o PESTER POWER, rispettivamente fattore d’assillo o potere di tormentare.

Il Nag Factor è un’azione di assillo, messa in atto dai figli contro i genitori durante l’infanzia e la prima adolescenza, per ottenere uno specifico bene di consumo, sotto la spinta del gruppo dei pari o della pubblicità. I primi ad avere compreso e sfruttato le potenzialità di questo fenomeno sono stati gli operatori di marketing, poiché hanno rivolto le loro strategie verso i bambini consapevoli dell’influenza che essi esercitano all’interno della famiglia, riguardo le decisioni di acquisto.

Il Nag Factor può essere considerato pericoloso perché incrina il rapporto genitori-figli. Toglie autorevolezza e sicurezza, nel momento in cui per stanchezza, sensi di colpa, timore che il proprio figlio possa sentirsi discriminato o inferiore ai compagni, cedono a richieste a cui non avrebbero voluto cedere.

Alcuni studi hanno dimostrato come molte volte le mamme, tengono in considerazione cosa preferiscono i loro figli, piuttosto che i loro valori nutrizionali. Tutto questo, porta ad un aumento dell’obesità infantile. I bambini si abituano a gratificarsi con l’acquisizione di oggetti oppure ingerendo quei cibi colorati che vedono reclamizzati ovunque. Risultati immagini per cibo bambiniI bambini crescono guidati da tecniche comportamentali che li condizionano e li modellano. Se l’azione educativa di genitori, insegnanti ecc. non è sufficientemente incisiva, essi rischiano di non sviluppare degli spazi interiori di riflessione, ragionamento e anche di ascolto dei propri stati psichici e fisici. Per quanto riguarda i prodotti alimentari, per esempio, i piccoli consumatori che imparano a mangiare in risposta a stimoli esterni e non in base ai segnali di fame o di sazietà provenienti dal proprio stomaco, rischiano di perdere il contatto con il proprio corpo, come accade agli obesi. Inoltre, la maggior parte delle ricerche volte ad indagare gli effetti del Nag Factor hanno mostrato una correlazione tra questo fenomeno e l’aumento dell’obesità infantile.

In Italia, gli studi su questo fenomeno sono ancora molto scarsi. Durante il mio percorso universitario, mi sono occupata in prima persona di esaminare in piccola parte il Nag Factor e i fattori che possono incentivarlo o prevenirlo. La peculiarità del mio studio è dato dall’essere stato condotto mediante triangolazione dei metodi di ricerca, ovvero attraverso un metodo quantitativo (questionario) e un metodo qualitativo (diario) su un campione di 100 genitori, i cui figli avevano un’età compresa tra i 6 e 11 anni e con un’età media di 8 anni.

Da questa ricerca è apparso evidente il potere che la pubblicità ha sui bambini, ma tuttavia è emerso che i piccoli, a loro volta, non hanno altrettanto potere verso gli adulti. I risultati generali ci spingono a voler ulteriormente indagare gli aspetti del Nag Factor, ricorrendo sia all’osservazione nei contesti naturali, sia alla collaborazione con professionisti provenienti da discipline diverse, quali sociologi, educatori ed insegnanti, il cui contributo sarebbe molto importante per avere una visione più completa del fenomeno.

L’auspicio è che in un futuro non troppo lontano, si possano svolgere delle campagne di sensibilizzazione nelle scuole rivolte sia ai bambini sia ai genitori, in modo da contrastare il preoccupante aumento dell’obesità infantile, ma anche di evitare la proliferazione di generazioni di bambini che sappiano dire solo “Lo voglio!” e che un attimo dopo saranno già stanchi di ciò che hanno ottenuto.

Riferimenti:

  • Oliviero F. “I bambini e la pubblicità, influenza e assilli.” Disponibile online: http://www.comunitàzione.it
  • Puggelli F. R. “Spot generation: i bambini e la pubblicità” Franco Angeli, Milano.

 

Per conoscere meglio Jolanda di Pardo, visita la sua Pagina Autore

HR Social Magazine è sempre alla ricerca di nuovi articolisti. Se anche tu vuoi far parte di questa rubrica o desideri inviarci un tuo scritto su un particolare argomento, scrivici a info@hrsocialmagazine.it, riceverai quanto prima tutte le informazioni utili per entrare a far parte del nostro Team.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *