Paura. L’Emozione dei Brividi Inconsci

Il Dott. Gian Luca Porfiri, ci parla di un sentimento che fa parte della vita di tutti i giorni: la paura. Il concetto, le paure più diffuse e l’antidoto. Tempo medio di lettura: circa 6 minuti.

La guerra moderna alle paure umane, sia essa rivolta contro i disastri di origine naturale o artificiale, sembra avere come esito la redistribuzione sociale delle paure, anziché la loro riduzione quantitativa.” (in memoria del grande Zygmunt Bauman)

Se in questi giorni sentiamo dei brividi percorrerci la schiena, o è il freddo dell’inverno o è perché siamo così fifoni da provare paura per qualcosa. D’altra parte le due cose possono anche combinarsi, ad esempio possiamo avere paura del freddo, paura di beccarci un’influenza per il freddo, sudare freddo per la paura, insomma, un vero e proprio labirinto! Eppure tutti noi abbiamo sperimentato queste strane situazioni e l’unica loro costante è la Paura.

Che cos’è la paura? Ricordiamo intanto che essa è un’emozione, ossia un processo biologico innato che ha garantito la sopravvivenza della nostra specie. La paura ha infatti permesso nel lungo corso dell’evoluzione di riconoscere ed anticipare le minacce per la propria sopravvivenza ed evitare di conseguenza i pericoli. Ciò è stato possibile attraverso lo sviluppo da parte del sistema nervoso autonomo di un’adeguata reazione psicofisiologica che prepara l’organismo ad un’emergenza, disponendolo ad adottare due specifici meccanismi: la lotta o la fuga. Il destino non solo dell’uomo, ma di ogni animale vivente si è basato per migliaia di anni su questa scelta, se lottare o fuggire difronte alle incombenze dell’ambiente. Il tutto avviene senza dover razionalmente decidere, in modo quindi immediato ed inconscio. E’ paradossale dunque pensare che la così delicata decisione di sopravvivere o morire non sia decisa dalla nostra consapevolezza ma sia affidata a processi istintivi, fuori da ogni nostro controllo.

Risultati immagini per pauraLa paura umana ha mille volti e ad essa vengono rivolti altrettanti sguardi. Questo è stato riscontrato nella cultura moderna, in cui i capolavori della letteratura horror hanno ispirato straordinarie interpretazioni cinematografiche, soprattutto negli ultimi sessant’anni. Si pensi alle storie fantastiche di Frankenstein, Dracula, o L’alba dei morti viventi; vi sono poi storie che non hanno niente di surreale e non è detto che non possano accadere, come Psycho, Profondo Rosso, Il silenzio degli innocenti o la saga di Saw. Infine ci sono quelle “tratte da una storia vera”, cioè realmente accadute o di cui abbiamo almeno una volta sentito parlare, come L’esorcista, Poltergeist, Non aprite quella porta o Le colline hanno gli occhi. Quanti di voi si sta guardando alle spalle per vedere se c’è qualcuno che vi sta spiando? Se volete sperimentare un po’ di paura non c’è cosa più semplice; attendete che si faccia sera, preferibilmente una notte di luna piena, preparatevi un bel cesto di popcorn, versatevi una schiumosa birretta, sedetevi comodamente su un morbido divano e mettete su un violentissimo Film Horror!

Si comprende tuttavia come la cultura del terrore abbia effettivamente avuto modo di instaurarsi sfruttando in modo spietato le più intime paure delle persone. Tutti hanno paura di qualcosa, anche della più bizzarra; è quel sentimento che ci fa guardare meglio con la coda dell’occhio che con la pupilla.

L’organizzazione inglese YouGov ha elencato le più diffuse fobie. Al primo posto, udite udite… abbiamo la paura delle altezze, o acrofobia: che sia su un balconcino o in bilico su una trave di un grattacielo in costruzione, la maggior parte della gente si sente insicura quando è letteralmente appesa in aria. Al secondo posto troviamo la paura dei serpenti, o ofidiofobia: complimenti all’affascinante rettile che si conferma l’animale più temuto dall’essere umano. Al terzo posto c’è la celeberrima paura di parlare in pubblico, o glossofobia, che, tra l’altro, paralizza pure a me … non ditelo a nessuno. Il quarto posto è occupato da quei bellissimi animaletti chiamati ragni; la cosiddetta aracnofobia è infatti molto diffusa, le otto zampe fanno ancora paura a molti, senza particolari differenze di genere. La claustrofobia è al quinto posto; essere rinchiusi in un ascensore che improvvisamente si blocca, essere sepolti vivi, essere bloccati dentro una botola che nessuno mai più aprirà, e così via. Risultati immagini per acrofobiaAl sesto posto abbiamo la musofobia la paura dei topi, anch’essa abbastanza diffusa, nonché la paura più usata dai romanzieri in letteratura e dai registi nel cinema; che dire, Jerry colpisce ancora. Seguono al settimo posto la belonefobia, la paura degli aghi; all’ottavo la pteromeranofobia, la paura delle diverse forme di volo; al nono l’agorafobia, paura degli spazi aperti; in decima posizione l’assai curiosa coulrofobia, la paura di quei simpaticoni dei clown.

A queste, a mio avviso, si aggiungono paure più complesse, tipiche dei tempi moderni. Come afferma il celebre psichiatra italiano Vittorino Andreoli: “Io non so se il tempo presente ci ha donato grandi benefici, di sicuro ha inventato un sacco di paure”. Si pensi alla paura di trovare i ladri in casa nostra, o di qualche sconosciuto che citofona senza alcun avviso, di non trovare più la macchina dove era parcheggiata un attimo fa, che i vigili ci fermino e ci controllino documenti e bagagliaio. Mentre state leggendo tranquillamente le mie parole, è probabile che in questo preciso momento uno sconosciuto stia scassinando la vostra macchina nel parcheggio … e scommetto anche che siete andati a controllare con la velocità di un leprotto. A proposito, ecco una bellissima parola chiave: Controllare. D’altronde il controllo è l’azione più istintiva quando si ha paura, se ho paura che ci sia qualcuno in casa vado a controllare, come andrei a controllare se di aver perso il portafoglio. Il controllo è l’unica azione che ci dà sicurezza e che ci tranquillizza.

Come affrontare le proprie paure? Ricordate sempre che abbiamo paura non della realtà così com’è, ma di quello che noi percepiamo come reale. Il risultato della percezione umana sono i “pensieri”, ossia quello che crediamo sia vero o reale. E’ importante tuttavia capire che quella versione della realtà è solo nella nostra testa; ognuno ha i propri pensieri e le proprie paure, le quali fanno paura solo a colui pensa che possano fare paura. C’è chi ha paura dei serpenti e chi li alleva; c’è chi scappa dai ragni e chi invece li studia. Pensate solamente che quando credenze come queste si diffondono a macchia d’olio nella popolazione diventano stereotipi irrazionali; “tutti gli immigrati sono delinquenti”, “tutti gli italiani sono mafiosi”, “tutti i comunisti mangiano i bambini”. Ogni paura è legata al nostro vissuto, il quale, per fortuna, ci rende unici e speciali.

 

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