Psiche e Cibo: un legame Indissolubile…

La Dott.ssa Melania Golia, ci parla della stretta relazione tra la Psiche ed il cibo. Tempo di lettura: 4 minuti

Il cibo: cruccio e delizia da sempre. Chi di noi non si è mai messo a dieta? Quanti di noi hanno sperimentato regimi alimentari impossibili: la dieta dell’anguria, la dieta dell’acqua, tanto per citarne un paio?

Le nostre giornate sono scandite dai pasti. “Cosa mangiamo stasera?” è una delle domande più ricorrenti.

Risultati immagini per bilancia pesapersoneIl peso da sempre impensierisce, preoccupa, convoglia le nostre energie. Già negli anni 80 però l’OMS ha dichiarato le diete strumento inutile per dimagrire. Ovviamente, diminuendo l’introito calorico, è probabile la perdita di peso, ma una volta tornati al regime alimentare abituale, i chili perduti vengono ripresi con estrema facilità e rapidità. Ed ecco che si entra in quel meccanismo cosiddetto dello yo – yo, in cui la bilancia sale e scende di continuo.

Si è inoltre sperimentato che il nostro organismo tende ad avere una sorta di “memoria del peso” (tutti noi abbiamo sperimentato il mantenimento del medesimo peso corporeo nel corso di diversi anni) e diventa refrattario alla perdita dello stesso, seguendo delle regole ancora non del tutto note.

A mio avviso, più che di alimentazione bisogna parlare di comportamento alimentare. Oggi non mangiamo più perché abbiamo fame, quindi per soddisfare un bisogno primario, bensì è diventato più un fatto conviviale, sociale. Non ci alziamo da tavola, continuando a mangiare, perché questo agevola le nostre relazioni interpersonali. Ed ecco che non siamo più in grado di riconoscere gli indizi di sazietà e di affamamento, che ci segnala il nostro organismo.

Mangiamo – o di contro non ci alimentiamo – anche perché siamo arrabbiati, tristi, soli, preoccupati, perché vogliamo riempire un vuoto. L’alimentazione, o meglio il comportamento alimentare, è in stretta connessione con le nostre emozioni, i nostri pensieri, i nostri sentimenti. La nostra psiche “governa” la nostra necessità di alimentarci.

E quindi l’alimentazione, in quanto comportamento, diventa un “problema” per psicologi, i quali, grazie ad uno strumento di semplice fruizione, che è il diario alimentare, intervengono sul rapporto con il cibo. Sembra quasi banale, ma annotare cosa mangiamo, quando, con chi, se siamo affamati o no, cosa pensiamo in quel momento, è di grande aiuto per prendere coscienza di quello che mangiamo. E lo psicologo lavora esattamente sui pensieri correlati. “Ho litigato con mio marito”, ed ecco che la rabbia, la frustrazione si traduce in bisogno di ingurgitare tutto quello che vedo. “Mi sento solo”, e allora mangio anche se non ho fame. “Non mi piace il lavoro che faccio”, quindi mi strafogo perché sto vivendo un conflitto.

In una società, dove nella maggior parte dei casi vi è la tendenza ad anestetizzare determinate sensazioni,Risultati immagini per affamato razionalizzando tutto, il diario alimentare, grazie ad una semplice domanda – “sei affamato o sazio?” – fa sì che possiamo ascoltare i bisogni del nostro corpo, aiutandoci ad individuare le reali motivazioni per cui stiamo mangiando, facendoci rallentare il ritmo, prendendo maggiore consapevolezza di noi. E già questo ci consente fin da subito di monitorare il nostro peso corporeo.

D’altro canto, l’individuare i pensieri correlati mette in evidenza quello che ci fa stare male, ci permette di prenderne coscienza, ci consente di portare alla luce le nostre problematiche, momentanee e non, consentendo alle stesse di “uscire” da noi per poter essere adeguatamente risolte con l’aiuto di un “addetto ai lavori”, fa sì che possiamo identificare in maniera adeguata le nostre emozioni, dando loro la giusta dimensione e motivazione.

Il diario alimentare diventa, quindi, strumento fondamentale per mettere in atto la giusta strategia di intervento. Avvalendosi dello stesso, lo psicologo infatti, più che con il computo delle calorie, più che con l’utilizzo di quel terribile strumento che a volte diventa la bilancia, ci accompagna in quell’affascinante viaggio dentro di noi, a volte pieno di sorprese e colpi di scena, che ci permette di intraprendere un reale processo di cambiamento.

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