PsicoRicetta: La Marmellata di Peperoni

 

La Dott.ssa Simona Oddo, ci presenta una ricetta che riempirà il vostro cuore, stimolerà la mente e soddisferà il vostro palato. Tempo di lettura: più di 4 minuti

L’estate sta finendo… un anno se ne va… no, non è la hit anni ’80 di Righeira, ma una semplice constatazione. L’estate è ormai finita e ci accingiamo ad affrontare il “gelido” inverno. Per prepararci psicologicamente al cambio di stagione, cosa c’è di meglio che cucinare una bella marmellata come facevamo da piccoli con la nonna?

Il cibo è un grande evocatore di ricordi. Il pranzo è un momento di gioia e di condivisione sia per il palato che per lo spirito ed il cuore. Chi non è affezionato al ricordo della merenda preparata dalla nonna o dalla mamma? È la componente emotiva dei nostri ricordi che rende quei pasti ancora oggi più desiderabili rispetto ad altri.

Ognuno di noi conserva in memoria dei profumi legati a determinati momenti di vita che riaffiorano anche dopo molti anni se torniamo a contatto con quel particolare odore.

Il Comfort food è noto per la sensazione di benessere che regala al corpo, è un piatto o una bevanda che infonde un sentimento di nostalgia e di rassicurazione.

Per comfort foods si intendono quei piatti che provocano un forte senso di piacere a chi li consuma, che soddisfano un bisogno emotivo e affettivo. L’aggettivo inglese “comfort” può essere interpretato come la capacità del cibo di confortare, consolare, coccolare, ristorare.

Una predominante componente emotiva che consente di rievocare ricordi ed emozioni vive e palpabili mangiando il boccone preferito, un ricordo legato a una persona, a un posto o a un momento felice. La torta della nonna, ad esempio, o, appunto, la marmellata fatta in casa.

Ho voluto quindi revocare il ricordo, che credo di condividere con molti di voi, della preparazione della marmellata e delle conserve in generale.

Nel periodo di fine agosto-inizio di settembre, nelle campagne assolate, partiva la preparazione delle conserve. I genitori e i nonni compravano (o raccoglievano) casse stracolme di frutta e verdura che avrebbero sfamato un reggimento, con l’obiettivo di preparare condimenti che ci permettessero di affrontare meglio e con più gusto l’inverno.

Si partiva dalla classica salsa di pomodoro e pomodorini, al concentrato di pomodoro, alla caponata (nelle famiglie siciliane è d’obbligo), alle verdure sott’olio, alle pesche sciroppate, alla marmellata.

La cucina diventava una fabbrica, dove come leader primeggiava la nonna che forniva suggerimenti e consigli preziosi (e comandi a volte) a figli, nipoti e soprattutto nuore che dovevano apprendere la ricetta per poterla tramandare. Partiva una catena di montaggio degna della Ford dei primi del ‘900, ordine e disciplina ma anche tanto amore e cura per l’altro. Era un procedimento lungo, che richiedeva tempo e pazienza, ma in quel tempo, i minuti sembravano fermarsi… forse perché riuscivamo ad apprezzare ogni singolo attimo di condivisione.

marmellataIl profumo che si diffondeva in tutta la casa era divino ed arrivava fino alle case dei vicini, con gli altri bambini del circondario ci avvicinavamo al tavolo di lavoro per rubare una melenzana fritta o fare la “scarpetta” con il pane nel pomodoro.

La marmellata veniva fatta con la frutta che avanzava, quella in “esubero” ma sempre buonissima. Le più classiche erano la marmellata di fichi, di prugne o susine, di pesche o di albicocche.

Quella che voglio proporvi oggi è una ricetta un po’ insolita ma semplicissima: la marmellata di peperoni. Probabilmente starete storcendo il naso, ma vi assicuro che dopo averla provata, magari accompagnata con del buon formaggio stagionato, vi farà brillare gli occhi!

  • DOSI: per 10 persone
  • DIFFICOLTÀ: bassa
  • PREPARAZIONE: 30 min
  • COTTURA: 45 min
  • COSTO: basso

INGREDIENTI:

  • 400 gr di zucchero
  • 1 kg di peperoni (il peso è riferito ai peperoni già cotti e puliti, quindi è necessario mezzo chilo in più)
  • 2 cucchiaini colmi di peperoncino rosso secco in polvere (la quantità dipende dalla piccantezza del prodotto)
  • Sale q.b.

PROCEDIMENTO:

Lavate i peperoni e posizionateli interi su una teglia da forno preventivamente foderata da uno strato di carta da forno.

Far cuocere in forno finché non saranno appassiti, lasciarli raffreddare per pochi minuti e appena saranno ad una temperatura accettabile, togliere la buccia e i semi.

A questo punto, pesare i peperoni (devono essere un chilo) e metterli in una pentola molto capiente e dai bordi alti, aggiungendo lo zucchero, il peperoncino e il sale.

Coprite la pentola con un coperchio, avendo cura di lasciare uno sfiato per il vapore, e lasciar cuocere per circa 45 minuti. Controllare e mescolare di volta in volta per evitare che si attacchino al fondo o si brucino.

Intanto procedere con la sanificazione dei barattoli e dei tappi.

Una volta terminata questa operazione spegnete il fuoco e passare il tutto con il frullatore ad immersione, in mancanza di questo si può utilizzare un passaverdura. Ad ogni modo si può decidere se frullare grossolanamente oppure soffermarsi a lungo in modo da ottenere un composto più filtrato.

La prova del nove per capire se la marmellata è pronta è la prova del piattino: prelevare un po’ di composto con un cucchiaino e lasciarne cadere una goccia su un piatto che deve restare compatta.

Spegnere il fuoco e trasferire la marmellata calda nei barattoli precedentemente sanificati, riempire i vasetti lasciando 1 centimetro dal bordo, poi avvitare bene i tappi ma senza stringere eccessivamente. Lasciar raffreddare per permettere al calore di creare il sottovuoto.

Quando i barattoli si saranno raffreddati verificare il sottovuoto premendo al centro del tappo, se non sentite il classico “click-clack”, il sottovuoto sarà avvenuto. In caso contrario far bollire i barattoli in un tegame capiente per circa 30 minuti, con il tappo rivolto verso l’alto ed uno strofinaccio che impedisca il contatto tra i barattoli e coperti con l’acqua. Dopodiché farli raffreddare nel tegame.

La marmellata è pronta! e si conserva per circa 3 mesi, purché il sottovuoto sia avvenuto correttamente e i barattoli siano conservati in un luogo fresco e asciutto, al riparo da fonti di luce e calore. Una volta aperto ogni barattolo, conservare in frigorifero e consumare nel giro di 3-4 giorni al massimo.

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