I rituali inutili, piccoli gesti per costruire una relazione

La Dott.ssa Amoroso ci parla di quei piccoli gesti che possono permettere a due persone di avvicinarsi, capirsi, legarsi. Queste azioni, apparentemente superficiali, prendono il nome di “Rituali Inutili”. Tempo medio di lettura, circa 5 minuti.

Entrare in relazione con un’altra persona vuol dire stabilire un contatto, condividere sentimenti, emozioni o passioni comuni, incontrarsi su di un terreno neutrale che non appartiene a nessuno, ma nel quale è possibile piantare i semi della conoscenza, vederli germogliare e divenire un legame soddisfacente e appagante.

La comunicazione è la via maestra verso lo sviluppo e la crescita del rapporto, ciò che permette di instaurare una relazione rispettosa e significativa.

Molto spesso, però, la comunicazione si arresta, subisce un’interruzione, un blocco e la relazione sembra non poter più andare avanti. Ciò può accadere per diversi motivi, sia tra persone che si conoscono da poco tempo che tra quelle che si frequentano da anni. Ed allora è davvero difficile proseguire, spesso ci si arrende, lasciando cadere ogni speranza di ripresa.

E’ in questi frangenti che piccoli gesti spontanei, a volte casuali, altre volte dettati da un istinto improvviso, possono sbloccare la situazione, facendo ripartire in modo quasi miracoloso la comunicazione. Si tratta di piccoli gesti apparentemente anonimi e senza rilevanza che, avulsi dal contesto in cui vengono agiti, perdono importanza e si svuotano di efficacia. Non hanno una precisa connotazione comunicativa o intenzionale, ma il loro effetto, a volte, è impressionante.

Andrea Canevaro, pedagogista e professore universitario presso l’Ateneo di Bologna, li ha definiti “rituali inutili”, sottolineando l’importanza che tali azioni possono avere nel permettere di uscire dai ruoli preconfezionati e precostituiti che ognuno di noi si costruisce, dando spazio all’imprevisto e all’inaspettato, lasciando che gli eventi fluiscano e cambino le situazioni e le relazioni.

Risultati immagini per bere un caffeI rituali inutili sono tutti quei gesti che servono a dare spessore e consistenza ad una relazione, piccoli atti gentili, gesti di attenzione che racchiudono interesse e riguardo per l’altro, atti spontanei che permettono l’avvicinamento e creano una nicchia nella quale riporre la fiducia e la voglia di ripartire. Si può trattare di una tazzina di caffè, di un bicchiere d’acqua o di un fazzoletto offerto a chi piange, sono gesti semplici che concedono una pausa, che mediano la relazione e le danno la possibilità di ripartire. Introducono emozioni, parole, ricordi che non erano razionalmente previsti, facendo in modo che ci si liberi da vesti esteriori indossate per l’occasione, e si mostrino le parti più vere e cruciali di sé. Sono dei comportamenti che aprono una breccia nella relazione in fase di stallo, sono l’occasione giusta per far trapelare un ricordo, per raccontare di sé e del proprio passato. A volte è necessario ritagliare un po’ di tempo per far crescere qualcosa nella relazione, anche in quelle più consolidate, fermarsi un attimo e fare spazio alla spontaneità e alla gentilezza.

Consentire che nel turbinio dei pensieri, delle preoccupazioni e degli impegni, affiori un gesto di cortesia, di cura verso l’altro e verso se stessi, un gesto superfluo ma pieno di significato. Offrire una tazzina di caffè vuol dire offrire del tempo, offrire disponibilità ed essere pronti ad accogliere l’inaspettato, disposti a costruire qualcosa di nuovo o a ricostruirlo in modo diverso. Nelle situazioni più complesse e difficili, nelle quali si ricercano soluzioni, conciliazioni o si cerca anche solo di ripristinare la comunicazione, i rituali inutili possono fare la differenza, possono cambiare le carte in tavola, migliorare la corrente empatica. Servono a prevenire le fratture comunicative e a concedere a se stessi e all’altro una pausa di riflessione, una tregua. Permettono di trovare un elemento in comune, un territorio neutrale e condiviso in cui riprendere a comunicare, possono creare una pausa che serva da connessione tra due mondi, due culture, due modi di pensare.

Un gesto cortese può permettere di lubrificare gli ingranaggi di una relazione arrugginita o disarmonica, può aiutare a tollerare la differenza e la diffidenza derivanti dalla diversità, diversità di opinioni, di valori, di cultura, di credo. Questi rituali inutili consentono a dubbi e quesiti di affiorare nella nostra mente, invogliandoci a comprendere chi si ha davanti, cominciando a chiedersi quale sia la storia di quella persona, quali i suoi vissuti, le sue emozioni, le sue esperienze. E allora si inizia a voler conoscere, a voler capire, ad andare incontro all’altro, ad aprire la mente.

Risultati immagini per pioggia panchina ombrelloE’ un modo per avere cura dell’altro e di se stessi ma soprattutto del benessere relazionale di entrambi. In alcuni frangenti ciò che è apparentemente superficiale e superfluo permette di gettare le fondamenta per consolidare una relazione, per dar vita ad un’emozione, per dare colore alla vita. E così il rituale inutile diviene utile a qualcosa o a qualcuno, spesso è propedeutico ad un avvenimento, ad un imprevisto che, scartando la razionalità, introduce la novità, l’inatteso, l’imponderabile. E’ un modo per guardare oltre lo strato superficiale del rapporto, un modo per incontrare l’altro, per andare verso di lui, per dirgli che ci siamo e che siamo pronti ad ascoltarlo, pronti a ripartire e a tendergli la mano.

Bibliografia

  • Canevaro A., “I rituali inutili”, in Chi sei per me? Di Paolini M., Erickson, Trento, 2009

Per conoscere meglio Assunta Amoroso, visita la sua Pagina Autore

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2 pensieri riguardo “I rituali inutili, piccoli gesti per costruire una relazione

  • giugno 12, 2017 in 1:12 pm
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    Grazie di aver condiviso le sue impressioni sull’articolo. Sono contenta che le sia piaciuto.

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  • maggio 19, 2017 in 11:01 pm
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    L’articolo mi è piaciuto perché chiaro e scorrevole. É un articolo che invoglia a investire nelle relazioni di qualsivoglia natura esse siano e suggerisce amore verso la vita.

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