Sicurezza Lavorativa vs Stress: la valutazione del Rischio Stress Lavoro-Correlato

La Dott.ssa Giulia Giorgini ci illustra il concetto di stress e spiega l’importanza di una valutazione del Rischio Stress Lavoro-Correlato al fine di migliorare l’esperienza lavorativa delle persone. Tempo medio di lettura: circa 6 minuti

Definizioni di stress:

Una definizione trasversale ai diversi autori inquadra lo stress come: “La risposta del corpo e della mente alle tensioni o ai carichi che richiedono adattamento; è un ostacolo che disturba il benessere mentale e fisico di un individuo” (Kahn, 2006). In questo senso lo stress risulta strettamente legato alle emozioni, intese come risposta di natura fisiologica, cognitiva e comportamentale a stimoli ambientali.

Quali sono i fattori che possono portarci ad andare al di là delle nostre possibilità di adattamento, mettendo a rischio la nostra salute?

Continuamente nella nostra vita veniamo stimolati da eventi esterni (gli stressor) che ci attivano fisiologicamente e che ci fanno produrre una risposta di adattamento utilizzando le energie e le risorse cognitive ed emotive a nostra disposizione. Lo stress è un inevitabile effetto della nostra vita, tanto che Selye diceva: “senza lo stress non ci sarebbe la vita”.

In altre parole, l’influenza degli stressors dipende in grande parte da come noi interpretiamo e diamo valore a quegli stessi eventi (Friedman e Rosenman 1959; Lazarus, 1966, 2006; Tosi & Pilati, 2002; Gabassi, 2006), per cui lo stress psicologico può essere definito come “una particolare relazione tra la persona e l’ambiente, che è considerato dalla persona come gravoso e portatore di richieste che superano le proprie risorse e danneggiano il proprio benessere” (Lazarus e Folkman, 1984).

Non sono quindi gli eventi esterni ad essere stressanti a prescindere, quanto piuttosto è il modo in cui noi li interpretiamo che li rende tali. In tal senso esiste una variabilità massima nel modo in cui ognuno di noi considera e da valore e significato agli eventi delle proprie vite, e che poi porta alcuni ad esprimere disagio e stress attraverso i canali comunicativi a nostra disposizione.

In altre parole lo stress è correlato alla sensazione di non riuscire a fronteggiare la realtà in cui viviamo, e di non sentirsi capaci di sostenere una situazione o di rispondere adeguatamente alle aspettative degli altri nei nostri confronti. Gli effetti di tale condizione possono riguardare l’organismo, le sue capacità cognitive, le reazioni emotivo-affettive, e i comportamenti di interazione sociale.

Stress e lavoro

http://www.stateofmind.it/wp-content/uploads/2016/04/Stress-3.jpgDalla considerazione che sempre più frequentemente una sintomatologia ascrivibile a quella dello “stress” si presenta nei contesti di lavoro, nel mondo della Sicurezza è nata la riflessione rispetto allo “stress lavoro-correlato” e alle patologie ad esso connesse. Esso viene definito come “un insieme di reazioni fisiche ed emotive dannose che si manifestano quando le richieste poste dal lavoro non sono commisurate alle capacità, risorse o esigenze del lavoratore” (Niosh, 1999).

Ricordando come ogni soggetto può esprimere il proprio disagio attraverso canali differenti, qui di seguito alcune delle malattie riconosciute associate allo stress lavoro correlato: disturbi cardiocircolatori (cardiopatie, ipertensione), problemi gastrointestinali (ulcere, gastriti), disordini neuro-immunologici ed endocrini, dermatiti e problemi cutanei, disturbi del comportamento (da disturbi del comportamento alimentare a dipendenze da sostanze e new addiction), alterazioni del tono dell’umore e dell’arousal e ancora alterazioni delle risposte nerurovegetative con compromissione del ritmo sonno-veglia.[1]

Per portare alcuni dati, secondo le valutazioni dell’European Foundation for the Improvement of Living and Working Condition, sarebbero circa 40 milioni i lavoratori dell’Unione europea affetti da stress, con dei costi stimati di circa 20 miliardi di euro.[2]

Lo stress lavoro-correlato diviene quindi di massimo interesse e preoccupazione, rappresentando inoltre un fattore di costo significativo, per le aziende, per i lavoratori e per la società stessa a causa dell’assenteismo e, in taluni casi e circostanze, dell’aumento delle patologie che ne derivano.

Lo stress lavoro-correlato viene definito nella normativa come “una condizione, che può essere accompagnata da disturbi o disfunzioni di natura fisica, psicologica o sociale ed è conseguenza del fatto che taluni individui non si sentono in grado di corrispondere alle richieste o aspettative riposte in loro”. In questo senso si chiarisce come lo stress può, potenzialmente, colpire qualunque luogo di lavoro e qualunque lavoratore e che, nel considerarlo è essenziale tener conto delle diversità che caratterizzano i lavoratori.

La normativa:

L’Unione Europea, fin dall’emanazione della “Direttiva madre” n. 89/391/CE, si è andata occupando dei rischi occupazionali, prevedendo l’obbligo per il datore di lavoro di “assicurare la sicurezza e la salute dei lavoratori in tutti gli aspetti legati al lavoro”[3].

L’“Accordo quadro europeo sullo stress nei luoghi di lavoro” del 2004, ha poi ufficializzato, a fianco della valutazione dei tradizionali rischi di natura chimica, fisica e biologica, l’aggiunta anche dei rischi di natura psicosociale legati al benessere biopsicosociale del personale.

In Italia, il recepimento delle specifiche direttive comunitarie avviene attraverso il D.Lgs 626/94 e l’emanazione del D.Lgs 81/08, considerato il Testo Unico di riferimento per la sicurezza.

Il 18 novembre 2010, la Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro ha approvato le linee guida per la valutazione del rischio da stress lavoro-correlato, cosicché dal 1° Gennaio 2011, i datori pubblici e privati sono stati chiamati ad esaminare le fonti di rischio da stress e inserirle nel DVR (Documento di Valutazione dei Rischi).

Le fasi della valutazione

L’intervento di valutazione dello specifico rischio stress, si articola in alcune fasi:

– una VALUTAZIONE PRELIMINARE O OGGETTIVA tramite metodi di osservazione diretta con report o check-list (esempio: metodologia ISPESL-HSE) rispetto ad INDICATORI AZIENDALI ed EVENTI SENTINELLA quali: infortuni e malattie segnalate dal medico competente, assenteismo, ferie non godute, turnover, procedimenti disciplinari, ecc…

Risultati immagini per valutazioneuna VALUTAZIONE APPROFONDITA O SOGGETTIVA tramite l’analisi della percezione soggettiva dello stress lavoro-correlato sui gruppi omogenei di lavoratori, attraverso strumenti di valutazione delle dimensioni lavorative critiche percepite, delle risorse individuali e di gruppo fruibili e dei disturbi psicofisici stress lavoro-correlati (disturbi psichici, disturbi somatici).

– un REPORT CONCLUSIVO con l’analisi dei dati e la definizione dei livelli di rischio a cui collegare gli interventi preventivi/protettivi, che vanno ad integrare il DVR dell’azienda.  La normativa segnala, qualora fossero presenti elementi di rischio da stress lavoro correlato, la necessità del ricorso ad “azioni correttive”, suggerendo la natura di queste azioni in interventi di organizzativi, tecnici, procedurali, comunicativi e formativi volti a contrastare tale rischio. L’intento della valutazione dovrebbe essere quello di fare una “fotografia” della realtà organizzativa d’impresa e orientare interventi preventivi e migliorativi rispetto all’esposizione al rischio stress e intervenire tempestivamente su eventuali casi.

[1] “DOCUMENTO PER UN CONSENSO SULLA VALUTAZIONE, PREVENZIONE E CORREZIONE DEGLI EFFETTI NOCIVI DELLO STRESS DA LAVORO” Società Italiana di Medicina del Lavoro e Igiene Industriale (SIMLII), 2005.

[2]  “La valutazione del rischio in base a contesto e contenuto” 23 febbraio 2010 N. 4 Il sole 24 ore

[3] Direttiva n. 89/391/CE

 

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Bibliografia:

 

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