Smettere di essere coppia, ma mai genitore

La Dott.ssa Daniela Labattaglia ci propone un articolo sull’ importanza di saper gestire la rottura familiare per tutelare emotivamente il proprio figlio durante la separazione. Tempo medio di lettura: circa 4 minuti

La famiglia rappresenta il primo contesto educativo e relazionale del bambino, in cui gli atteggiamenti ed i comportamenti influenzano il suo sviluppo emozionale ed affettivo.

L’evento, o meglio, il processo di separazione coinvolge fortemente ciascun membro della famiglia, poiché comporta la rottura di un equilibrio che necessita di una riorganizzazione del nucleo familiare, sia dal punto di vista organizzativo che dal punto di vista emotivo.

Il modo in cui il bambino si adatta alla separazione dei genitori dipende per lo più dal modo in cui i genitori gestiscono la situazione.

Risultati immagini per famiglia separazioneDifatti, se la separazione non viene gestita in maniera adeguata dai genitori, questa potrebbe essere vissuta dal bambino come un trauma, con il rischio di sviluppare parte, o intera, sintomatologia annessa ad un evento traumatico.

Diventa di fondamentale importanza, quindi, ricordare che il separarsi come coppia è una decisione che viene presa dagli adulti e che il minore è costretto a subirne passivamente le conseguenze.

Ragion per cui, ciò che sarebbe utile fare in queste situazioni è porre il benessere del bambino al di sopra di tutto. Questo non significa abbandonare la decisione precedentemente presa, ma tutelare il minore dal rischio di sviluppare un potenziale malessere psicologico ed una sintomatologia dovuta alla rottura del nucleo familiare che fino a poco tempo prima era considerato solido.

Il bisogno principale del bambino, durante la separazione, è quello di sapere, ossia di avere spiegazioni chiare e precise riguardo quello che sta succedendo e del perché i genitori si stanno separando. Ovviamente, la spiegazione della rottura familiare deve essere adeguata all’età e alla personalità del bambino (al bambino piccolo non servono spiegazioni nel dettaglio, poiché queste risulterebbero troppo complicate da comprendere, ma avrà bisogno di poche e semplici indicazioni sugli aspetti organizzativi e di gestione del tempo e degli spazi, ovvero quali saranno i cambiamenti della quotidianità).

Soddisfare il bisogno di sapere eviterà al bambino di:

  • avere della situazione un’idea distorta ed orientata sul senso di colpa (poiché, per salvare la figura di uno o dell’altro genitore, potrebbe pensare di essere lui il responsabile della separazione attribuendo a se stesso la colpa della rottura della famiglia);
  • sforzarsi di trovare dei modi per mantenere unita la famiglia;
  • crearsi delle fantasie su quello che potrebbe accadergli non avendo più entrambi i genitori con sé nella stessa casa.

La paura più grande del bambino in questa fase, infatti, è proprio quella di perdere le cure e l’amore di uno o dell’altro genitore.

Pertanto, è necessario rassicurare il bambino sul fatto che la rottura del nucleo familiare non preclude il rapporto ed il legame che unisce il bambino ad entrambi i genitori. Entrambi resteranno sempre un punto di riferimento per lui, poiché anche se l’amore come coppia non esiste più, l’amore come genitori resta invariato: si smette di essere una coppia ma non si smette di essere genitore.

Un altro bisogno del bambino è quello del tempo.

Immagine correlataIl tempo di adattarsi alla situazione e di metabolizzare le emozioni che derivano dalla nuova situazione a cui dovrà presto abituarsi. La perdita dei genitori come coppia comporta al bambino la rinuncia ad abitudini precedenti e la necessità di adattarsi ad un nuovo stile di vita; tutto ciò potrebbe avere ripercussioni sull’umore, sul comportamento e sulla salute del bambino. Difatti, una separazione non adeguatamente gestita dai genitori potrebbe minare la stabilità emotiva ed affettiva del bambino che si ritroverebbe a manifestare il proprio disagio attraverso reazioni di ansia, rabbia, insicurezza e/o sconforto creati da un totale disorientamento, derivanti dal fatto che percepisce i propri genitori non capaci di gestire la situazione.

Un ulteriore bisogno del bambino, che è di estrema importanza, è quello di non essere “adultizzato”: la separazione riguarda i grandi. Bisogna evitare di inserire il bambino nelle dinamiche complesse della coppia coniugale. Il bambino non può essere “usato” come mediatore, consolatore e paciere; non può sostituire l’uno o l’altro coniuge nel rapporto di coppia e non può, e non deve, essere un contenitore di rabbia e rancori nei confronti dell’ex coniuge.

Il bambino deve fare il bambino.

Da quanto emerso, quindi, è fondamentale, nel processo di separazione, il grado di maturità e di collaborazione dei genitori nel rispettare il bisogno del bambino di conforto, rassicurazione, attenzione e tempo per metabolizzare ed adattarsi alla nuova situazione che verrà a crearsi. Se la separazione viene gestita bene, infatti, questa può diventare un motivo di benessere ritrovato piuttosto che la causa di un danno arrecato a ciascun membro della famiglia.

 

Riferimenti bibliografici

  • Vegetti Finzi S., (2007), Quando i genitori si dividono. Le emozioni dei figli, Mondadori, Milano.
  • Oliviero Ferraris A., (2005), Dai figli non si divorzia, Bur, Milano.
  • Francescato D., (1994), Figli sereni di amori smarriti, Mondadori, Milano.
  • Caruso I., Montegni M., (2009), Lo spazio dei legami, Franco Angeli, Milano.

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