Stereotipi di genere e prestazione

La Dott.ssa Valentina Bartolomei ci parla degli stereotipi di genere, descrivendoli ed evidenziando come questi possano essere una reale minaccia per una visione distorta della realtà. Tempo medio di lettura: circa 4 minuti.

Secondo le teorie sulla cognizione sociale, l’essere umano dispone di risorse limitate per l’elaborazione delle informazioni sociali e questo lo indurrebbe ad adottare delle strategie semplificatorie basate su un principio di economia cognitiva (Arcuri & Castelli, 2000).  Tali strategie si traducono nella formazione di schemi mentali, delle categorie cognitive in cui viene incasellata l’esperienza.

Quando uno schema viene riferito ad un gruppo sociale prende il nome di stereotipo. Lo stereotipo è una categorizzazione neutra utile all’essere umano per destreggiarsi nel mondo ed ha una funzione rassicurante in quanto permette di fare delle inferenze e previsioni su ciò che ci si trova davanti. Il termine fu coniato da Lippmann nel 1922, l’autore li definì come “delle conoscenze fisse ed impermeabili alla base di buona parte delle decisioni umane” (Voci & Pangotto).

L’uso dello stereotipo ha essenzialmente due conseguenze:

  1. fornisce immagini globali e non specifiche delle persone che si incontrano
  2. porta ad interpretazioni errate a causa del suo carattere distorcente (Arcuri & Cadinu, 2011)

Uno stereotipo ampiamente usato è quello legato al genere, poiché si tratta di una categoria sociale stabile e saliente e questo fa sì che le persone siano più predisposte a servirsene. I bambini, infatti, già a 5 mesi sono in grado di distinguere un volto maschile da uno femminile.

Gli stereotipi di genere classificano come donne e uomini dovrebbero agire convenzionalmente e, in una società dove questi sono consolidati e culturalmente condivisi, tali credenze possono assumere una funzione stigmatizzante dando origine a quello che comunemente viene chiamato pregiudizio.

Risultati immagini per stereotipi di genereStereotipi di genere e pregiudizi possono avere effetti negativi nella persona che li subisce, è ormai assodato infatti che le persone che si trovano in una condizione di svalutazione sociale, legata allo stigma, rischiano un forte indebolimento dell’autostima.  Negli ultimi 20-30 anni si sta sviluppando un area di ricerca tesa ad indagare il modo in cui comportamento e prestazione dei membri di gruppi considerati minoritari vengono influenzati dagli stereotipi. A tal proposito Steele e Aronson (1995) hanno messo appunto il modello dello stereotype threat, o minaccia dello stereotipo, per indicare che appartenere ad un gruppo stigmatizzato porta con sé una condizione di minaccia legata al timore di confermare lo stereotipo negativo associato al gruppo a cui si appartiene.

L’idea di fondo è che

Le persone che fanno parte di un gruppo svantaggiato, nei confronti del quale esiste uno stereotipo negativo, vivono in uno stato di apprensione che deriva dal timore di confermare lo stereotipo che la società manifesta nei loro confronti (Arcuri & Cadinu, 2011).

Risultati immagini per donne matematicaLa categoria femminile purtroppo non è esente dagli effetti degli stereotipi negativi e questo è stato ampiamente dimostrato. È stato visto, ad esempio, come nelle condizioni sperimentali in cui veniva reso saliente lo stereotipo secondo cui le donne sarebbero poco portate per la matematica le prestazioni di quest’ultime peggioravano notevolmente (Schmader, 2002). Un ulteriore studio del medesimo autore dimostrò inoltre una correlazione tra attivazione dello stereotipo e minor capacità della memoria di lavoro (Schmader, 2003).  Esistono numerose evidenze empiriche su differenti tipi di stereotipo a sostegno di tale tesi ed in linea di massima si può affermare che una qualsiasi condizione che rende saliente un dato stereotipo ha una maggior probabilità di portare a prestazioni coerenti con tali rappresentazioni.

Il possibile ruolo che può avere uno stereotipo nell’influenzare i nostri comportamenti e situazioni diviene quindi cruciale se si pensa a tutte le credenze associate al genere femminile.  Le donne sono considerate carenti nelle materie scientifiche, incapaci alla guida, instabili emotivamente ma allo stesso tempo sensibili e protettive. Questa è solo parte delle credenze comuni condivise sulle donne ma è facile dedurre quali possano essere le conseguenze di simili asserzioni.

La paura di non riuscire e di non essere in grado porta gli individui ad autolimitarsi, avremo così persone che rinunciano ai propri obiettivi ed al proprio essere, omologandosi a quanto la società afferma di loro.

In conclusione la minaccia dello stereotipo è un rischio onnipresente, soprattutto nell’ambito delle differenze di genere, la salienza di tale categoria infatti fa sì che essa venga usata con molta facilità.

BIBLIOGRAFIA

  • Schmader, T., & Johns, M. (2003). Converging evidence that stereotype threat reduces working memory capacity. Journal of personality and social psychology, 85(3), 440.
  • Schmader, T. (2002). Gender identification moderates stereotype threat effects on women’s math performance. Journal of Experimental Social Psychology, 38(2), 194-201.
  • Arcuri, L., & Cadinu, M (2011). Gli stereotipi. Bologna: Il Mulino
  • Arcuri, L., & Castelli, L. (2000). La cognizione sociale. Strutture e Processi di Rappresentazione, Laterza, Roma-Bari
  • Voci, A., & Pangotto, L. (2010). Il pregiudizio: che cosa è, come si riduce. GLF Editori Laterza

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