Student of… Firenze

 

Luisa Lucchesi, ci parla della facoltà di Psicologia Clinica e di Comunità di Firenze. Tempo di lettura 3 minuti.

Sono passati un po’ di anni ormai, da quando finita la maturità scientifica decisi di iscrivermi alla facoltà di Psicologia dell’Università di Firenze indirizzandomi in particolare al corso di “Psicologia Clinica e di Comunità” in quanto più generico e più vicino all’ambito medico, per me molto interessante.

Da quando ho iniziato questa esperienza, l’organizzazione della facoltà è migliorata sempre di più; in questi ultimi anni, infatti, è stata introdotta anche la possibilità di prenotare il proprio appuntamento per le varie segreterie (didattica, studenti, tirocinio ecc) direttamente online, evitando cosi di rimanere congestionati in lunghe file particolarmente lente in alcuni giorni.

Per iscriversi alla facoltà, ci sono test d’ingresso sia per la triennale che per la magistrale. Non vi è obbligo di frequenza durante il percorso triennale ma durante la magistrale questa prerogativa è presente. Per quanto riguarda il calendario degli esami, a mio avviso è un po’ ridotto. Gli esami di profitto sono durante il mese di settembre (2 appelli), gennaio/febbraio (3 appelli) e giugno/luglio (3 appelli) rispettando una particolare modalità istituita dai professori: se un esame al primo appello non è andato bene, lo studente non può sostenerlo nuovamente durante l’appello successivo ma deve concentrare il suo studio sul terzo appello. Gli esami, sono principalmente scritti, spesso a scelta multipla e questo riduce la possibilità di superare un esame per chi è più abile nella modalità orale. Per questo, è molto importante orientare ed organizzare lo studio considerando anche la modalità con cui verrà proposto l’esame.

Firenze è una città spesso cara e per molti studenti è necessario ricevere un supporto economico per sostenere le spese di vitto, alloggio e per l’acquisto del materiale didattico. Personalmente non ho mai fatto richiesta di Borsa di Studio, però esistono sia Borse di studio per merito che per reddito, nonché agevolazioni sia economiche che per l’alloggio (le segreterie saranno esaustive nell’indirizzarvi al meglio).

L’ateneo non fornisce un supporto nella ricerca di una casa per gli studenti fuori sede e vi posso dire che  nella mia esperienza, la ricerca non è stata molto semplice. Mediamente gli affitti si attestano sui 400-500 euro per una singola, sempre in relazione alla zona in cui si decide di risiedere. Il mio consiglio è quello di cercare con largo anticipo per trovare abitazioni migliori e con costi d’affitto ragionevoli.

Bisogna ricordarsi che, soprattutto per i fuorisede, i primi tempi saranno un po’ impegnativi, sia perché si entra in un mondo completamente diverso dalle superiori, sia perché la convivenza con altre persone, a volte metterà a dura prova il vostro sistema nervoso. Ogni persona è un microcosmo con le proprie abitudini e le proprie esigenze, bisogna confrontarsi per poter vivere insieme serenamente. Io ho condiviso una camera doppia con una ragazza che conoscevo da anni e mi sono trovata bene, ma se dovessi dare un consiglio a chi si trasferisce da solo, suggerirei una singola, condividere la stanza con una sconosciuta/o non è proprio semplicissimo, può capitare di tutto. Il vivere fuori casa ha sicuramente fortificato il mio carattere.

Non sempre è semplice coniugare gli studi con un piccolo lavoretto, per quanto mi riguarda, ho scelto di non lavorare mentre frequentavo per paura di rallentare la mia carriera universitaria, ma è una scelta puramente soggettiva, tanti studenti riescono a lavorare e studiare con profitto. Ovviamente la scelta del lavoro ricade su attività che consentono di proseguire tranquillamente con gli studi o su impegni part-time, che lasciano lo spazio per frequentare le lezioni soprattutto durante la magistrale.

La mia esperienza universitaria è stata positiva su molti fronti, ho trovato oltre a compagne/i di studio, anche amiche/i con cui condividere la vita extrauniversitaria oltre al percorso accademico. La vita sociale fiorentina è molto soddisfacente, l’università propone diverse attività extracurriculari in grado di soddisfare le più svariate richieste: il Coro Universitario, la Compagnia Teatrale, l’Orchestra oltre ovviamente al rinomato CUS, Centro Universitario Sportivo che propone tante e diverse attività tra cui: Arrampicata sportiva, Basket, Capoeira, Calcio A  5, 7,11, Karate, Pallavolo, Pilates, Tennis ecc…

E se si stringono dei bei rapporti, diventa anche più divertente la vita extrauniversitaria: suggerirei agli studenti in procinto di trasferirsi a Firenze, Piazza Santa Croce e zona Sant’ Ambrogio come luoghi di ritrovo; sono piene di locali di ogni genere, dal semplice pub alle discoteche. Per i più esigenti, le più belle discoteche sono fuori Firenze.

È una città molto turistica e per questo spesso cara, ma per gli studenti ci sono molte agevolazioni, dal cinema alle mostre (sempre molto interessanti) sino agli abbonamenti per i mezzi pubblici.

Concludendo, alla domanda tornando indietro sceglieresti nuovamente questa università, la risposta sarebbe Sì. È un’Università di prestigio con i suoi pro e i suoi contro, ma chi non li ha?  … Buona Fortuna!

Per conoscere meglio Luisa Lucchesi, visita la sua Pagina Autore

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